Si fa asportare prostata per evitare tumore

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Il primo uomo al mondo, un signore di 53 anni si è fatto asportare la prostata perchè portatore del gene difettoso BRCA2 che è venuto alla luce nel momento in cui gli è stato chiesto di partecipare ad una sperimentazione presso l’Istituto di Ricerca sul Cancro (ICR) di Londra; va anche detto che quest’uomo d’affari ha dei parenti che in passato hanno avuto a che fare con cancro al seno e alla prostata. E probabilmente anche questo fatto l’ha portato a decidere per l’intervento.

 

I geni BRCA1 e BRCA2 sono noti per essere collegati ad una forma aggressiva di cancro al seno; vi ricordo che Angelina Jolie si è fatta asportare i seni dopo aver scoperto di essere positiva al gene BRCA1.

Secondo il chirurgo che l’ha operato “… è stata la decisione più giusta da fare per questo paziente

E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con la decisione presa da questo 53enne?

Via| dailymail

VENDE LAUREA SU EBAY A 1 CENTESIMO: “NON MI SERVE A NULLA!”

laurea ebay

 

Si chiama Giorgio Tedone, 26 anni, e da poco si è laureato in scienze politiche all’universitàLa Sapienza di Roma e ha preso anche un master a Londra. Fin qua tutto bene, ma il motivo che ha fatto parlare di questo ragazzo è un caso che accomuna molti giovani laureati italiani.

 

Giorgio infatti della sua laurea non sa che farsene, non viene assunto da nessuna parte ed è costretto a fare il cameriere a Torino per guadagnare qualcosa. Figlio di un operaio e di una casalinga non vive di certo nell’oro, e se poi si pensano ai sacrifici fatti dai genitori per mantenere gli studi del figlio tra libri e retta Universitaria tutto diventa ancora più complicato.

 

Giorgio ha cosi deciso di mettere in vendita la sua laurea e il suo master su ebay, facendo partire l’asta da 1 centesimo e scrivendo: “Vendesi causa inutilizzo!”. Il web, tra facebook e twitter è dalla sua parte, che sia questo un segnale per muovere qualcosa nell’ambito delle università e dei giovani senza lavoro? Voi che ne pensate?

http://www.notiziario360.it/vende-laurea-su-ebay-a-1-centesimo-non-mi-serve-a-nulla/

PARALIMPIADI, DOPING E AUTOLESIONISMO

Anche le Paralimpiadi hanno il loro doping, ovvero l’autolesionismo: un atleta su sei a Pechino usava la disreflessia autonoma

Paralimpiadi, doping e autolesionismo

Le Paralimpiadi hanno nell’autolesionismo degli atleti il loro più insidioso doping. Tecnicamente il fenomeno clinico associato si chiama disreflessia autonoma e il comitato paralimpico internazionale lo conosce da 20 anni. Materialmente gli atleti usano

ostruire il catetere, comprimere i testicoli, fratturarsi o applicare elettroscariche sui muscoli. Si ottiene l’aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dell’adrenalina nel sangue. Chi userà queste tecniche a Londra sarà squalificato. I controlli prevedono il controllo della pressione pre-gara nelle aree di riscaldamento. «È come il doping – ha detto il capodelegazione del team GB Craig Hunter – e diversi atleti sono pronti a barare». Nel corso di una ricerca effettuata sulle Paralimpiadi di Pechino un atleta su sei ha ammesso di usare tecniche per disreflessia, in particolare i midollolesi nei quali la pressione sanguigna non cresce allo stesso modo degli altri atleti. L’uso delle scariche elettriche, o di altre tecniche, può
indurre pericolosi picchi di pressione. I paralimpici sono sottoposti a programmi informativi sulla pericolosità del doping da “autolesionismo”.

http://www.gqitalia.it/

L’Italia si prende Londra: 5 medaglie, un podio tricolore

Il primo podio “rosa” tutto “azzurro”.

Non era mai accaduto che tre atlete italiane

vincessero tre medaglie nella stessa gara – 

Londra 2012, risultati e calendario

Mangiare gelato rende felici. Le dritte per consumarlo al meglio nelle calde giornate d’estate Il gelato fa bene al cervello, lo dimostrano diverse ricerche. Ecco come conservarlo al meglio quando fa caldo

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gelato dreamstimeGelato, re dell’estate

E’ estate: tutti pazzi per il gelato. Dati, curiosità e ricette per gelati, sorbetti e granite fatte in casa

Mangiare gelato rende felici. L’aveva già evidenziato una ricerca dell’Institute of Psychiatry di Londra: mangiare un cucchiaino di gelato attiva nel cervello gli stessi ricettori di piacere di quando si vince alla lotteria o si ascolta la propria musica preferita. Questa tesi è confermata da uno studio promosso da un noto marchio di gelati: a detta del 73% degli psicologi e dei nutrizionisti specializzati nello studio del benessere psicofisico, il gelato è in grado di offrire importanti benefici psicologici, fa tornare all’infanzia e provoca emozioni positive.
 

Da una ricerca IGI-Eurisko emerge che il momento della giornata preferito dagli italiani per gustare un buon gelato è durante il pomeriggio, come spuntino, per gli adulti, e merenda, per bambini e ragazzi (62%). A seguire troviamo il gelato consumato la sera dopo cena (40%) e come dessert (13%). Mentre il 7% degli italiani durante la bella stagione sceglie di consumare un gelato come sostituto del pasto a pranzo.
 

Ovviamente, l’antidepressivo per eccellenza è ilcioccolato. E poi, suggeriscono gli psicologi, amarena, pistacchio e i gusti esotici per rilassarsi, caffè o tiramisu come energizzanti, panna per ritrovare il buonumore. La crema è il gusto preferito dagli innamorati chi è felice, in pace con se stesso, ama mescolare senza problemi i gusti più disparati. Anche la grandezza del gelato ha un suo significato: un gelato in coppetta si addice a chi vuole un momento tutto per sè, un attimo di riposo, di pausa dallo stress quotidiano. Chi sceglie il cono, invece, vuole condivisione, compagnia, evasione e cerca conferme negli altri. Lo stecco, infine, è per i più coraggiosi, chi è abituato a vivere forti emozioni e non vuole perdere tempo.
 

L’Istituo del Gelato Italiano consiglia, per l’utilizzo domestico, il gelato confezionato in quanto resiste bene anche quando fa caldo perché le tecniche di lavorazione e le temperature molto basse a cui viene prodotto e conservato fino al momento in cui arriva al punto vendita tengono conto di eventuali sbalzi di temperatura e di variazioni climatiche.
 

Ecco qualche consiglio per gustare al meglio il gelato confezionato anche con il caldo:

– Il primo check da effettuare è quello “a vista”: laformazione di brina o di cristalli di ghiaccio ad esempio sulle vaschette o sui secchielli di gelato è infatti il classico indice che il gelato ha subito sbalzi di temperatura consistenti o prolungati.
– Una volta acquistato il gelato bisogna farlo arrivare a casa nelle condizioni migliori: non lasciarlo per troppo tempo nel bagagliaio dell’auto soprattutto se le temperature sono molto elevate. Se non si dispone di una borsa termica può essere utile conservarlo in un sacchetto di carta che ha una funzione isolante e tornare a casa al più presto per rimetterlo nel freezer assicurandosi che la sua temperatura sia posizionata sui -15/-20°.
– Se conservato correttamente nel freezer di casa il gelato confezionato dura in modo ottimale per lungo tempo. Sulle confezioni dei gelati è comunque indicato il tempo di conservazione consigliato dallo stesso produttore per gustare l’eccellenza del gelato stesso. E’comunque consigliabile evitare di aprire e chiudere in continuazione il freezer o peggio lasciarlo aperto per un tempo prolungato alcuni microcristalli di ghiaccio del gelato si sciolgono e poi si ricongelano formando altri cristalli più grandi, che lo rendono meno morbido e vellutato al palato. Un indizio utile per capire se il freezer non ha una temperatura costante è la formazione di piccoli cristalli di ghiaccio sulla confezione o addirittura sulla superficie del gelato. 
– E’ assolutamente sconsigliato, infine, ricongelare il gelato che si è sciolto: il risultato organolettico sarebbe decisamente deludente.

E’ CACCIA AL BIGLIETTO PER LONDRA

08 agosto 2011 20:37
“Siete motivo di grande orgoglio per la città e per tutto il Friuli”. Anche il sindaco di Udine, a pochi giorni dalla sfida contro l’Arsenal per i preliminari di Champions ha voluto fare i complimenti all’Udinese: “Sono certo che saprete rappresentare al meglio i colori bianconeri – ha detto il primo cittadino Honsell-. Udine vi è vicina”. Intanto in città già impazza la corsa per accaparrarsi un biglietto per la sfida contro l’Arsenal in programma il prossimo martedì 16 agosto. Un prezzo seciale è stato riservato agli abbonati che avranno diritto ad uno sconto del 40% rispetto al prezzo ordinario.

10 Gennaio 1863 – La prima sezione della Metropolitana di Londra viene aperta (da Paddington a Farringdon Street)

Metropolitana di Londra

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.


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Il soprannome “the Tube” deriva dai caratteristici tunnel a sezione circolare

Inaugurazione 1863
Gestore Transport for London
Lunghezza 408 km
Numero linee 11
Numero stazioni 268 servite (solo 250 di proprietà)
Passeggeri
al giorno
all’anno
3 milioni circa
1,3 miliardi circa
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La metropolitana di Londra (ingleseLondon Underground) è la più antica rete metropolitana del mondo e la prima per estensione, con ben 414 km di linea autonoma gestita dalla Transport for London; la sotterranea newyorkese, la seconda al mondo per estensione, è dotata di 368 km di rete, anche se sono in corso dei lavori per portarla ad averne una di più di mille km, scalzando quindi il primato attuale detenuto dalla metropoli londinese. La rete sotterranea di Londra fu inaugurata il 10 gennaio 1863, e conta 274 stazioni dislocate in tutta l’area della Grande Londra. Nel 200405è stata utilizzata dai passeggeri per 976 milioni di corse, ovvero 2,67 milioni al giorno.

La metropolitana di Londra viene chiamata dai suoi abitanti “the Underground” o, più familiarmente, “the Tube”, (il tubo) per la forma dei suoi tunnel, a sezione circolare.

8 ottobre 1954 – I governi di Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Jugoslavia firmano il Memorandum di Londra, Trieste verrà restituita all’Italia il 26 ottobre dello stesso anno

Memorandum di Londra (1954)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

 

Bandiera del TLT

Stemma

Carta del Territorio Libero di Trieste (1947-1954)

Il Memorandum di Londra fu un protocollo d’intesa sottoscritto il 5 ottobre 1954 fra i Governi d’Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste nel quale si stabiliva che la Zona A passava all’amministrazione civile italiana (con alcune correzioni territoriali a favore della Jugoslavia nel comune di Muggia) e la Zona B a quella jugoslava; il passaggio dei poteri dall’amministrazione alleata a quella italiana avvenne il 26 ottobre 1954. Nel 1975 un nuovo trattato firmato a Osimo (AN), sanciva la spartizione definitiva dell’ex Territorio libero di Trieste.

Veniva inoltre disposta una piccolissima modifica territoriale a favore della Jugoslavia, di modo che il confine tra la zona A e la zona B si collocasse tra Punta Grossa e Punta Sottile (precedentemente entrambe facevano parte della zona A), così che la zona B venisse ampliata di circa 11,5 km² e 3.000 abitanti; in tal modo, piccoli nuclei abitati che avrebbero dovuto ricadere sotto l’amministrazione italiana (ad es. Crevatini) furono assegnati a quella jugoslava.

Tale modesta – ma all’epoca ritenuta “significativa” – modifica territoriale a favore della Jugoslavia fu adottata dietro numerose pressioni ed insistenze di Tito, le ragioni delle quali non furono mai chiarite.

Il punto centrale del Memorandum era il fatto che costituisse una sistemazione provvisoria, in quanto nello stesso non si parla di sovranità, ma di passaggio di amministrazione; ciò permise al governo italiano di non rinunciare – a quel momento – ad alcun diritto sulle terre istriane della zona B, anche se in realtà pochi si illusero che tali territori potessero essere riannessi alla madrepatria.

 

Le zone

Zona A

All’ Italia

Zona B

Alla Jugoslavia