20 ottobre 1944 In Ricordo della Strage di Gorla.

20 ottobre 1944
In Ricordo della Strage di Gorla.
Nella città di Milano ci furono 615-620 morti oltre a centinaia di feriti per mano dei bombardamenti alleati
EFFETTUATI SUI CENTRI ABITATI.
Tra le tante bombe sganciate alcune colpirono la scuola elementare “Francesco Crispi” proprio mentre bambini e 
personale scolastico stavano scendendo per raggiungere il rifugio sotterraneo dell’edificio.
Morirono 184 bambini, 14 insegnanti, la direttrice della scuola, 4 bidelli e un’assistente sanitaria.

L'immagine può contenere: testo
L'immagine può contenere: persone in piedi e spazio all'aperto
L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto

Il tempo vola

Risultati immagini per il tempo vola

Il tempo vola

Il tempo vola sempre in avanti

Indietro non torna purtroppo mai

Come vorrei tornare neonato

E te che mi cullavi per farmi dormire

Come vorrei tornare bambino

E te che mi aspettavi fuori di scuola

Come vorrei tornare ragazzo

E te che eri sempre al mio fianco

Il tempo vola sempre in avanti

Indietro non torna purtroppo mai

Come vorrei tornare indietro

Quando mi aspettavi da lavoro

Quando sorridevi per le miei gioie

Quando eri triste per le mie tristezze

Ora ti posso incontrare solo nei sogni

Ora ti posso solo vedere solo in vecchie foto

San Giovanni non vuole inganni

San Giovanni non vuole inganni

Il famoso detto “San Giovanni non vuole inganni” è usato più o meno in tutta Italia con le dovute varianti dialettali; a Milano per esempio si dice “San Giuan fa minga ingann”. L’origine è però Fiorentina e risale al Medioevo quando la città era già famosa per i suoi commerci soprattutto nei cosiddetti banchi. La moneta in uso all’epoca era il Fiorino d’oro che  su una delle due facce recava impresso il Giglio simbolo della città, mentre sull’altra l’effigie di San Giovanni Battista patrono appunto di Firenze.  Proprio questa immagine  era la garanzia del peso e dell’autenticità della moneta. Da qui l’espressione “San Giovanni non vuole inganni!” che avvertiva che la falsificazione del denaro, oltre ad essere un reato era anche un’offesa alla moralità.

fonte