Sigarette elettroniche, ancora vittime in Usa

Sigarette elettroniche, ancora vittime in Usa: sotto accusa i liquidi. Pacifici (Iss): ‘E-cig da considerare al pari di quelle tradizionali’

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Finora negli Stati Uniti sono stati cinque i decessi legati all’utilizzo, mentre sono saliti a 450 i casi di malattia polmonare riscontrati. Il direttore del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità: “Non esistono studi in merito. Per questo dobbiamo avere un atteggiamento di massima prudenza”

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Prima di morire lascia regali a figlia

Treviso: Elisa muore a 40 anni e lascia 18 anni di regali alla figlia

Elisa Girotto, di Spresiano, malata di tumore, ha deciso di lasciare alla sua bambina Anna un regalo per ogni Natale e ogni compleanno fino alla maggiore età

di Annalisa Grandi

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Tumori testa-collo, troppe le diagnosi tardive

 

 

Quarta Settimana di Sensibilizzazione sul Tumore Testa-Collo

Tumori testa-collo, troppe le diagnosi tardive

Si è celebrata dal 19 al 23 settembre la Quarta Settimana di Sensibilizzazione sul Tumore Testa-Collo, organizzata dalla European Head and Neck Society (EHNS).

Tumori testa-collo, troppe le diagnosi tardive© Thinkstock

Sanihelp.it – L’iniziativa punta ad aumentare la conoscenza dei tumori della testa e del collo, tramite una campagna che ha coinvolto 16 Paesi europei, Italia inclusa. Nel nostro Paese ogni anno vengono diagnosticati 16 nuovi casi di tumore testa-collo ogni 100.000 abitanti, dei quali il 24% in persone oltre i 70 anni.

I tumori della testa e del collo sono quei carcinomi che originano dalle cellule epiteliali di cavità nasali e seni paranasali, faringe (rinofaringe, orofaringe e ipofaringe), ghiandole salivari, cavo orale e laringe. Laringe, cavo orale e faringe sono gli organi maggiormente colpiti.

I principali fattori di rischio dei tumori della testa e del collo sono il tabacco (sigarette, sigari, pipa, tabacco da masticare, tabacco da fiuto) e il consumo di alcolici. Influiscono poi l’età, con una maggiore incidenza dopo i 40 anni; una dieta povera di vitamina A (molto presente in frutta e verdura fresche); una scorretta igiene orale; l’infezione da Papilloma virus umano.

Nella fase iniziale i sintomi della malattia sono poco incisivi e possono essere confusi con quelli di patologie infiammatorie. Questo spesso comporta che nella grande maggioranza dei pazienti, la diagnosi arrivi in fase avanzata, con conseguenti maggiori difficoltà di cura, soprattutto se il tumore si è diffuso ad altri organi. Il riconoscimento dei sintomi e la diagnosi precoce sono fondamentali perché offrono ai pazienti una possibilità di guarigione che si attesta intorno al 90%.

Le opzioni terapeutiche sono diverse e dipendono dalla localizzazione del tumore, dall’estensione, dalla velocità con cui si è diffuso, dalle condizioni generali del paziente, dalla sua preferenza. A seconda dei casi, è possibile ricorrere a rimozione chirurgica del tumore, a radioterapia, a chemioterapia, a terapie mirate che hanno come bersaglio i geni difettosi o le proteine che sono presenti in eccesso nelle cellule di questo tipo di tumore, contribuendone alla crescita e allo sviluppo. In questi tumori è fondamentale un approccio di tipo multidisciplinare, che coinvolga diversi specialisti per il raggiungimento del miglior risultato possibile. A chirurgo, oncologo medico, radioterapista, radiologo e anatomo-patologo si affiancano il logopedista, il terapista del dolore, l’odontoiatra, lo psicologo e l’assistente sociale.

«L’identificazione di protocolli condivisi ed evidence based per la gestione dei pazienti affetti da tumori della testa e del collo rappresenta una strategia di ottimizzazione delle risorse destinate alla cura di queste patologie nonché uno strumento per migliorare l’equità di accesso a cure appropriate sul territorio nazionale», afferma il Professor Piero Nicolai, Presidente AIOCC – Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica.

AIOCC ha intrapreso, in collaborazione con l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, un percorso per la definizione di percorsi diagnostico terapeutico-assistenziali (PDTA) di alcuni dei tumori del distretto testa-collo (cavo orale, orofaringe, ipofaringe, laringe, rinofaringe, naso e seni paranasali). Si è utilizzato l’approccio dell’evidence based medicine, che combina la migliore evidenza scientifica all’esperienza dei professionisti.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE – CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa AIOCC – Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica
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SANITA’, OTORINO: AD AVEZZANO UTENTI DA PUGLIA E CAMPANIA PER LA CHIRURGIA COMPLESSA: PER IL CANCRO DELLA LARINGE SERVONO 7 ORE DI SALA OPERATORIA.

Le ultime dalla Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila | 12 agosto 2015. AVEZZANO, – Ci vogliono fino a 7 ore di sala operatoria per asportare il cancro della laringe e svuotare nei due lati i linfonodi del collo mentre, se si tratta di tumore alla ghiandola della parotide, occorre un bisturi di grande esperienza per non danneggiare il nervo ed evitare la paralisi permanente della faccia. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, poco fa, dal servizio informazione della Asl 1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila. La notizia, qui riportata secondo il testo completo del comunicato diffuso, e’ stata divulgata, alle ore 19, anche mediante il sito internet della Asl, attraverso il quale e’ stata rilanciata la notizia. L’ospedale di Avezzano, ormai da molti anni, è l’habitat naturale di operazioni complesse che riguardano (anche) parti anatomiche come viso e cavità orale che hanno forte impatto estetico e comportano delicati riflessi psicologici sul paziente. Si tratta di una chirurgia ad alto coefficiente di difficoltà che richiede al chirurgo di ‘smontare’ intere parti del collo; a questo tipo di chirurgia si affiancano altre attività in sala operatoria, altrettanto importanti perché riguardano patologie più diffuse e strutture delicate (orecchio, naso ecc.). Una mole di lavoro di 310 interventi l’anno che il reparto otorino esegue con successo da oltre 15 anni, successo documentato dalla mobilità attiva (utenti da fuori regione) che continua ad aumentare: dal 10,22% del 2013 al 13% dello scorso anno. Pazienti da Puglia e Campania (oltreché dal Lazio) che, per le operazioni più difficili, si spostano per diverse centinaia di chilometri, rinunciando a utilizzare strutture sanitarie che pure non mancano nella regioni di residenza. Peraltro, nel reparto dell’ospedale di Avezzano, diretto dal dr. Fulvio Carluccio, si adottano anche tecniche mininvasive, quanto mai importanti per ridurre l’impatto del bisturi. In particolare, per il cancro alla laringe, quando il tumore non è in fase avanzata, si ricorre al laser con cui si evita la tracheotomia e quindi l’apertura della trachea, risparmiando al paziente operazioni invasive. Sono invece 80 l’anno gli interventi chirurgici sulla tiroide, necessari per rimuovere gozzi o neoformazioni. mer 12 ago, 2015 | A cura della Redazione giornalistica AN24. Fonte: comunicato stampa diramato dalla Asl 1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila. In SecondaPagina su AN24.

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Nasce con un tumore alla gola, ma lotta per sopravvivere! (ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)

Alla piccola Jenna Smith è stato diagnosticato un tumore al collo quando era ancora nel grembo materno, ma grazie ai medici ora è in via di guarigione.

bambina con tumore


 

Unimamme, ci è già capitato di parlarvi di parti difficili e situazioni in cui genitori alle prime armi hanno dovuto affrontare drammi riguardanti i loro bambini appena nati e la storia della piccola Jenna, fortunatamente a lieto fine, è una di queste.

Due anni prima di Jenna, la sua mamma Lisa, un trentottenne inglese, aveva dovuto subire un drammatico aborto.

Rimasta nuovamente incinta Lisa è stata sopraffatta dalla gioia, anche perché fino alla 32°esima settimana i medici le avevano assicurato che andava tutto bene.

È stato in quel periodo che, dopo un’ulteriore ecografia, Lisa e suo marito sono rimasti devastati dalla notizia che la loro bimba aveva un problema molto grave: un’enorme massa nel collo che sembrava proprio un tumore.

 

neonata intubataneonata malata in ospedale


Purtroppo, ulteriori analisi hanno confermato la diagnosi e così la gravidanza di Lisa si è trasformata in un susseguirsi di preoccupazioni e ansie per la salute della sua bambina.  “È stato tremendo, non sapevamo se la nostra bimba sarebbe sopravvissuta” ha aggiunto Lisa ricordando quei drammatici momenti.

Alla 34°esima settimana le si sono rotte le acque ed è stata portata d’urgenza in ospedale.

 


Il parto è stato traumatico, i dottori infatti han dovuto praticare un buco nella gola della piccola per consentirle di respirare.

Lisa ricorda: “è stato spaventoso, stavano operando Jenna mentre lei non era ancora completamente venuta al mondo.

genitori e neonata


 

Inizialmente i medici hanno pensato che si trattasse di tumore benigno e così i genitori della bimba si sono sentiti un po’ sollevati credendo di poterla portare a casa di lì a poco, ma ulteriori analisi hanno dimostrato il contrario e così per loro e Jenna è cominciato un duro iter.

“Quando ho visto quanto era grande il suo tumore sono rimasta sconvolta” ha affermato la mamma della bimba.

bimba con tutina


La piccina ha dovuto quindi affrontare cicli di chemioterapia per impedire che il tumore al collo si espandesse. “Jenna era sempre stanca ed esausta per via della chemioterapia ma nonostante ciò sorrideva” ha aggiunto Lisa.

Ora la bimba ha nove mesi e, dopo la rimozione del tumore grande come una palla da tennis, prosegue le cure in ospedale, ma il tumore è in remissione.

neonata sorride


 

“Noi siamo molto orgogliosi di lei, per fortuna una volta cresciuta non si ricorderà quello che ha passato” dichiara il padre.

famiglia


 

Certamente i genitori troveranno il mondo di spiegarle quanto sia stata fortunata a sopravvivere al cancro.

Unimamme, e voi non trovate che sia bellissima questa piccola guerriera?

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Intervento pionieristico in Polonia, malato di tumore sopravvive al trapianto di gola

Dopo un intervento durato 17 ore l’equipe medica gli ha trapiantato laringe, trachea, esofago, tiroide e tutti i muscoli

Il dottor Adam Maciejewski con il paziente Michael
Il dottor Adam Maciejewski con il paziente Michael
Redazione Tiscali
Un polacco 37enne, malato di tumore alle corde vocali, è sopravvissuto ad un delicato e lunghissimo intervento chirurgico che gli ha permesso di avere una intera gola nuova. L’uomo, rispondente al nome Michael, dal 2009 era affetto da un tumore particolarmente aggressivo, che gli impediva di deglutire, parlare e persino di respirare. Grazie al dottor,Adam Maciejewski,medico chirurgo presso l’ospedale di Gliwice, e ad un intervento durato 17 ore, l’equipe medica gli ha trapiantato laringe, trachea, esofago, tiroide e tutti i muscoli.
Michael ha avuto un recupero inaspettato – A circa un mese di distanza da quell’intervento, avvenuto lo scorso 11 aprile, il 37enne è tornato a fare una vita assolutamente normale. L’uomo oggi è in grado di parlare, respirare e persino mangiare. “Grazie a tutti per il supporto”, ha detto commosso nel corso di una conferenza stampa. I medici, felici per Michael e soddisfatti per l’importante risultato ottenuto, non si aspettavano un recupero così repentino, tanto da aver imposto al paziente un recupero più cauto. Il team protagonista di questo pionieristico intervento è lo stesso che nel 2013 effettuò il primo trapianto di faccia al mondo.