Cane preso a calci da un automobilista, torna con i suoi amici a 4 zampe e gli distrugge l’auto.

Cane preso a calci da un automobilista, torna con i suoi amici a 4 zampe e gli distrugge l’auto.

Questo automobilista Cinese si è guadagnato la vendetta di questo cane randagio. Il cane era solito stare nell’area parcheggio dell’automobilista che un bel giorno, per liberare l’area, decise di prenderlo a calci per farlo allontanare.

La vendetta va servita fredda ed è così che il giorno dopo ritorna il cane con la sua banda e iniziano a prendere a morsi l’auto. Le immagini sono state riprese dal vicino di casa.

Della serie: ben gli sta!

Ciao ciao carrozzeria

La voce delle,donne provoca stanchezza nel cervello

LA VOCE DELLE DONNE PROVOCA STANCHEZZA NEL CERVELLO DELL’UOMO

LO STUDIO: L’uomo non può ascoltare una donna parlare a lungo per motivi biologici

La frase “non posso più sentirti parlare” ha adesso un fondamento scientifico. La voce femminile provoca stanchezza nel cervello dell’uomo.

Così, tutti gli uomini che non ascoltano le proprie mogli o compagne e che fino ad oggi hanno cercato una scusa per metterle a tacere, adesso potranno mostrare che anche il problema è da individuare nella costituzione biologica del cervello e della voce della donna. Per questo, il cervello dell’uomo si stanca quando sente la voce di una donna.

Certo, si tratta di una tesi “scomoda” per l’universo femminile ma, come riportano alcuni quotidiani internazionali (per le fonti, vedi articolo collegato), il professor Michael Hunter, dell’Università di Sheffield (UK), non ha dubbi: la voce femminile ha dei toni più complessi di quella maschile, che coinvolgono tutta l’area uditiva del cervello. Al contrario, la voce maschile, interessa solo una piccola parte del cervello.

Secondo Hunter, questo è il motivo per cui le donne si lamentanospesso che gli uomini non le ascoltano e, dunque, non hanno nessuna colpa per quella che può apparire come una mancanza di attenzione. Lo studio scientifico ha infatti dimostrato che l’uomo non può ascoltare a lungo una donna parlare per motivi biologici.

Lo studio è stato condotto con tecniche di risonanza magneticanucleare, che ha permesso di individuare le diverse aeree del cervello che si attivano per la voce maschile e femminile. Inoltre, è emerso che gli uomini sono più diretti mentre le donne tendono a girare attorno a ciò che vogliono comunicare.

L’autore dello studio ha spiegato che la donna emette suoni con una gamma di frequenze più complessa di quella dell’uomo uomo a causa delle differenti dimensioni e forma delle corde vocali e della laringe.

Alla luce di questi risultati, un consiglio per le donne: per riuscire a intrattenere una conversazione con il vostro partner, cercate di essere “leggere”. Provate a parlare con intervalli di tempo piccoli. Forse, così, riuscirete a farvi ascoltare. In caso contrario, il vostro uomo penserà che parlate troppo.uomo1

 

 

 

Il “pane in attesa”

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CHE BELLISSIMA INIZIATIVA!!! Fate girare, sarebbe bellissimo se questa iniziativa si diffondesse…

In alcuni alimentari e panifici sta partendo l’iniziativa del “pane in attesa” per chi è in difficoltà e non ha i soldi per comprare il pane… l’iniziativa sta riscuotendo grande successo nei (pochi, per ora) negozi che hanno deciso di offrire questa possibilità, speriamo che si estenda a sempre più negozi!

In questi esercizi commerciali chi va a comprare il pane può decidere di pagare un kg di pane – ma anche un piccolo panino – e lasciarlo “in attesa”, a disposizione di chi non ha i soldi per comprarlo;

Sono più di 4 milioni gli italiani gravemente in difficoltà, aiutiamoli a mettere in tavola uno degli alimenti più preziosi della dieta mediterranea… con un piccolo gesto potrete dare conforto ad una famiglia colpita dalla crisi, un piccolo gesto che vale molto più dell’euro in più che spenderete …

Fate girare!!!!!!!!!!!!!!!!!! E se conoscete panettieri o negozianti di generi alimentari, inviategli questo Link…

Ragazzi se non ci aiutiamo tra noi è finita!!!

Lo staff di Informati

L’iniziativa prende spunto dal “caffè in attesa”, usanza che per esempio a Napoli è in voga da molti anni:
(http://informatitalia.blogspot.it/2014/03/caffe-in-attesa-arriva-dal-belgio-lidea.html)

Fonte: facebook.com/Informatitalia

Sochi? Vietato pescare (e drogarsi) alla toilette

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Assurdità attorno a un mondo parallelo. Quello dei Giochi olimpici al via venerdì 7 febbraio, a Sochi. Dove Enrico Letta ha raggiunto Putin, dove le polemiche sulla partecipazione degli atleti gay è diventata un caso internazionale, da gestire con guanti di velluto e molle, per non rischiare di far male a qualcuno.
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Perché le donne non hanno il pomo d’Adamo?

Donne e pomo d adamo Perché le donne non hanno il pomo dAdamo?

Il pomo d’Adamo altro non è che una protuberanza che si forma nella laringe umana, costituita da cartilagine. L’area in questione viene detta cartilagine tiroidea perché si trova proprio sopra la tiroide. Se volete usare un linguaggio tecnico, potete chiamarla anche prominenza laringea; ma pomo d’Adamo è molto più pittoresco, non vi sembra? Inoltre, non è una cosa che riguarda solo i maschietti. Sia gli uomini che le donne possiedono la cartilagine tiroidea, e quindi un pomo d’Adamo. Quest’ultimo mantiene uguali dimensioni nei due sessi fino al periodo della pubertà, quando il maggior livello di testosterone fa sì che diventi più prominente nell’uomo.

In alcune donne, il pomo d’Adamo può apparire spiacevolmente ingrossato. Non temete: la moderna chirurgia plastica può sistemare quasi ogni cosa. Tutto quello di cui avete bisogno è una rasatura tracheale, per ridurne le dimensioni. Malgrado il nome induca a pensare che possa essere fatta presso il barbiere all’angolo, in realtà occorre praticare una piccola incisione nella gola, con successiva asportazione della cartilagine in eccesso. Non sorprende il fatto che sia uno degli interventi più frequenti nei passaggi dal sesso maschile al sesso femminile.

Ma allora da dove viene l’espressione «pomo d’Adamo»? Molti si rifanno alla storia della Creazione e credono che la protuberanza sia stata causata dal frutto proibito rimasto incastrato nella gola di Adamo, quando lo mangiò nel giardino dell’Eden. Questa teoria, però, presenta qualche problema, perché alcuni studiosi ebrei sostengono che l’albero vietato agli uomini fosse un melograno. Secondo il Corano, poi, si trattava di un banano. Quindi, a voi la scelta: pomo d’Adamo, melograno d’Adamo, banana d’Adamo. Una cosa è chiara: Eva masticò per bene, prima di mandar giù il boccone.

Se vuoi, puoi approfondire…

http://www.lachiavedicristallo.it/

Lotterie istantanee: gratta gratta ma a vincere è sempre lo Stato

La storia di un tabaccaio che ha rinunciato a vendere i tagliandi («non ce la facevamo a vedere gente che si rovina») e la trappola di una Las Vegas sotto casa per imporre una tassa occulta che mantenga soprattutto la casta

di MATTEO COSENZA

Lotterie istantanee: gratta gratta ma a vincere è sempre lo Stato

VENERDI’ sera sono entrato in una tabaccheria dove mancavo da qualche mese. Ho chiesto alla titolare un Gratta e vinci da cinque euro.

– No ne ho. Li abbiamo tolti. 

Mentre stavo uscendo ripensavo alla vena amara che aveva messo nelle sue parole. Sono tornato indietro.

– Come mai?

– Abbiamo deciso che era meglio cosí.

– Scusi se insisto, ma non si vendevano?

– Altro che! A parte il guadagno, nonostante la crisi delle sigarette avevamo il negozio sempre pieno di gente.

– E allora perché?

– Non ce l’abbiamo fatta a vedere le persone rovinarsi davanti ai nostri occhi, giorno dopo giorno. Signore con una pensione modesta la bruciavano in tre, quattro giorni, alla ricerca sempre più spasmodica di una vincita praticamente irrealizzabile. Troppe, troppe ne abbiamo viste. E, pur volendo, non sapevamo come né potevamo impedire che chiedessero altri biglietti inseguendo il doppio sogno, impossibile, di rifarsi delle perdite e di fare il colpo della vita. Guadagniamo di meno ma siamo usciti da quell’incubo, che ci portavamo anche a casa. Anche perché molti clienti li conoscevamo e sapevamo come se la passavano in famiglia, e altri avevamo imparato a conoscerli biglietto dopo biglietto. Abbiamo lasciato solo il lotto, quello tradizionale, che raramente ha distrutto le famiglie.

Ha parlato a voce bassa, quasi sussurrando le parole, e un velo umido di tristezza ha attraversato i suoi occhi. Non mi ha detto cose che non sapevo, avendo visto e letto, ma mi ha impressionato molto e, soprattutto, fatto riflettere. Altro che Imu o Tarsu o Irpef, questa del gioco è la tassa più odiosa e subdola  che uno Stato ingiusto potesse introdurre. Hanno sprigionato il massimo di fantasia per creare ad ogni angolo le trappole per milioni di italiani che vi sono finiti dentro un po’ alla volta. Si dice che è una libera scelta – libero arbitrio, direbbero i cattolici – perché ognuno può scegliere di non giocare. Uno decide liberamente di andare a Las Vegas e di giocarsi tutto quello che possiede. Amen. Ma qui la succursale di Las Vegas è sotto casa, in ogni negozio dove entri, ad ogni autogrill dove accompagnano lo scontrino con l’invito – vuole  anche un biglietto della Lotteria?-, nei supermercati, dovunque si riunisca un po’ di gente. Pochi resistono. Qualcuno se la cava coniugando equilibrio e prudenza, ma poi alcune centinaia di euro a fine anno, quasi senza accorgersene, le ha regalate allo Stato, più o meno un balzello come la tassa sulla spazzatura. Altri si giocano la vita. E lo Stato incassa, indifferente ai disastri che provoca. Addirittura, non contento, beffa i  pochi vincitori imponendogli un’ulteriore tassa con un prelievo aggiuntivo in caso di vincita superiore ai cinquecento euro. 

Si parla molto di ludopatia, la dipendenza dal gioco come una malattia. Apparati del medesimo Stato la studiano e si propongono di curarla e debellarla. Ti faccio ammalare e poi ti curo, ma con i tuoi soldi. Parlo di Stato, in esso comprendendo tutto, anche e soprattutto chi governa, perché da destra a sinistra tutti sanno e tacciono, dal momento che le entrate da gioco di massa sostengono anche l’esistenza della casta di politici e dipendenti pubblici (vedi gli stipendi scandalosi, e per di più aumentati, di funzionari, uscieri e quanti altri di Camera e Senato), che qualcuno deve pure pagare. 

Tornando al Gratta e vinci, alle macchinette infernali e agli altri giochi variamente concepiti, servirebbe una svolta che riduca le esche lasciate ad ogni angolo per ridurre sul lastrico tanta gente. Purtroppo sui partiti è meglio non riporre speranze. Ci sono associazioni impegnate ma occorre molto di più. Papa Francesco ha denunciato il ruolo devastante del denaro, probabilmente un’iniziativa della Chiesa potrebbe favorire cambiamenti importanti in questo delicatissimo campo. Faccia qualcosa. Subito. Nell’interesse generale. È triste e penoso immaginare che l’ultimo efficace avamposto di giustizia e solidarietà sia rappresentato da una Chiesa che si rinnova. 

Ma si può sfuggire a questi amari pensieri con quello che si vede in giro? In un paese  normale – siamo perfettamente in tema – un ministro della Giustizia sarebbe già a casa da giorni. Ma per difendere la Cancellieri e i suoi interventi umanitari ad personam scende in campo anche il presidente della Repubblica. Ci si lamenta spesso che siamo diventati un paese senza futuro, ma qualcuno si meraviglia? Le regole sono a fisarmonica, la giustizia è incerta, l’etica è diventata un’utopia, la politica una vomitevole noia. Vince sempre il banco, signori. Noi sudditi grattiamo. E non vinciamo.

fonte

La curiosità Il collezionista calabrese di santini che ha scovato la Madonna col randello, “protettrice dei fascisti”

 

L’IMMAGINE era venerata da secoli: la Madonna col randello è quella del Soccorso che scaccia il demonio. In epoca fascista, però, tutto veniva letto nella prospettiva del regime e così anche alla Vergine è stata imposta un’etichetta imbarazzante. L’editore calabrese Demetrio Guzzardi, nella sua collezione di santini che sta attraversando la regione nella mostra “Santi, santità e santini di Calabria”, ne ha rintracciato uno datato 1928 nel quale la Madonna del Soccorso diventa la Madonna del manganello, “protettrice dei fascisti”. Appena tre anni dopo, nella primavera del 1931, Mussolini ruppe definitivamente i rapporti con la Chiesa e sciolse le associazioni cattoliche.

GUARDA IL SANTINO CON LA DIDASCALIA FASCISTA

I “santini fascisti”, a quel punto, sparirono dalla circolazione. Tranne qualcuno, che rimase custodito in qualche cassetto e ora aiuta a scoprire uno spicchio di storia, che sembra ricollegarsi alla polemica in corso a Girifalco, dove la Fiamma Tricolore ha organizzato una festa alla Vergine dedicatndola ai martiri del fascio (LEGGI). «Si ricostruisce il passato guardando le immagini, ma anche leggendo le didascalie e soprattutto ciò che è scritto sul retro del santino» spiega Guzzardi. Preghiere, ricordi di manifestazioni, dalla missione popolare alla prima comunione o all’ordinazione sacerdotale. 

Un capitolo a parte meritano però le immagini natalizie: «L’inno più gettonato dietro ai santini di Natale resta “Tu scendi dalle stelle”» racconta il collezionista di imma

 

gini sacre sfogliando il suo raccoglitore. Ognuno, però, dietro al santino scriveva quello che voleva. E così la politica è tornata più volte a insinuarsi. Come quando, senza arrivare agli eccessi fascisti, dietro a un’immagine fu stampata una frase : “Il Sacro Cuoredi Gesù ti ispiri nel dare il voto il 2 giugno”. Era il 1946, l’anno del referendum che portò la repubblica.

 

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