Tumori testa-collo, troppe le diagnosi tardive

 

 

Quarta Settimana di Sensibilizzazione sul Tumore Testa-Collo

Tumori testa-collo, troppe le diagnosi tardive

Si è celebrata dal 19 al 23 settembre la Quarta Settimana di Sensibilizzazione sul Tumore Testa-Collo, organizzata dalla European Head and Neck Society (EHNS).

Tumori testa-collo, troppe le diagnosi tardive© Thinkstock

Sanihelp.it – L’iniziativa punta ad aumentare la conoscenza dei tumori della testa e del collo, tramite una campagna che ha coinvolto 16 Paesi europei, Italia inclusa. Nel nostro Paese ogni anno vengono diagnosticati 16 nuovi casi di tumore testa-collo ogni 100.000 abitanti, dei quali il 24% in persone oltre i 70 anni.

I tumori della testa e del collo sono quei carcinomi che originano dalle cellule epiteliali di cavità nasali e seni paranasali, faringe (rinofaringe, orofaringe e ipofaringe), ghiandole salivari, cavo orale e laringe. Laringe, cavo orale e faringe sono gli organi maggiormente colpiti.

I principali fattori di rischio dei tumori della testa e del collo sono il tabacco (sigarette, sigari, pipa, tabacco da masticare, tabacco da fiuto) e il consumo di alcolici. Influiscono poi l’età, con una maggiore incidenza dopo i 40 anni; una dieta povera di vitamina A (molto presente in frutta e verdura fresche); una scorretta igiene orale; l’infezione da Papilloma virus umano.

Nella fase iniziale i sintomi della malattia sono poco incisivi e possono essere confusi con quelli di patologie infiammatorie. Questo spesso comporta che nella grande maggioranza dei pazienti, la diagnosi arrivi in fase avanzata, con conseguenti maggiori difficoltà di cura, soprattutto se il tumore si è diffuso ad altri organi. Il riconoscimento dei sintomi e la diagnosi precoce sono fondamentali perché offrono ai pazienti una possibilità di guarigione che si attesta intorno al 90%.

Le opzioni terapeutiche sono diverse e dipendono dalla localizzazione del tumore, dall’estensione, dalla velocità con cui si è diffuso, dalle condizioni generali del paziente, dalla sua preferenza. A seconda dei casi, è possibile ricorrere a rimozione chirurgica del tumore, a radioterapia, a chemioterapia, a terapie mirate che hanno come bersaglio i geni difettosi o le proteine che sono presenti in eccesso nelle cellule di questo tipo di tumore, contribuendone alla crescita e allo sviluppo. In questi tumori è fondamentale un approccio di tipo multidisciplinare, che coinvolga diversi specialisti per il raggiungimento del miglior risultato possibile. A chirurgo, oncologo medico, radioterapista, radiologo e anatomo-patologo si affiancano il logopedista, il terapista del dolore, l’odontoiatra, lo psicologo e l’assistente sociale.

«L’identificazione di protocolli condivisi ed evidence based per la gestione dei pazienti affetti da tumori della testa e del collo rappresenta una strategia di ottimizzazione delle risorse destinate alla cura di queste patologie nonché uno strumento per migliorare l’equità di accesso a cure appropriate sul territorio nazionale», afferma il Professor Piero Nicolai, Presidente AIOCC – Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica.

AIOCC ha intrapreso, in collaborazione con l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, un percorso per la definizione di percorsi diagnostico terapeutico-assistenziali (PDTA) di alcuni dei tumori del distretto testa-collo (cavo orale, orofaringe, ipofaringe, laringe, rinofaringe, naso e seni paranasali). Si è utilizzato l’approccio dell’evidence based medicine, che combina la migliore evidenza scientifica all’esperienza dei professionisti.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE – CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa AIOCC – Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica
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CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE SUI TUMORI DELLA TESTA-COLLO

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE SUI TUMORI DELLA TESTA-COLLO
Per il 3^ anno consecutivo in Europa si svolge la settimana di campagna di sensibilizzazione sui tumori della Testa-Collo denominata “MAKE SENSE Campaign” dal 21 al 25 settembre promossa da EHNS/ECPC, la Associazione Europea Otorinooncologi/Coalizione Europea dei Pazienti con il Cancro.
Make Sense sta per “Dare Senso alla Prevenzione e Diagnosi precoce dei Tumori della Testa-Collo” che ancora oggi hanno un tasso di sopravvivenza pari al 50% proprio a causa dei sintomi che, troppo spesso trascurati o confusi, comportano la diagnosi tardiva della neoplasia.
Quest’anno si vuol dare un forte impulso alle attività online e con la vostra adesione in pochi e semplici click potrete intervenire in diversi collegamenti a scelta.
Date un’occhiata visitando

Facebook : www.facebook.com/pages/Make-Sense-Campaign/372091092995793 e condividete
Twitter : https://twitter.com/makesensecmpn

Thunderclap
Si tratta di un social media che consente a persone o organizzazioni di amplificare i loro messaggi.
Se riusciamo a raggiungere l’obiettivo di 100 supporter, Thunderclap invierà un messaggio coordinato attraverso tutti i supporter di Twitter e Facebook creando una elevata ondata di attenzione verso circa 1000 persone.
Per raggiungere l’obiettivo occorre tutta la vostra collaborazione e qui di seguito vi spieghiamo quali sono le possibilità per raggiungerlo e come farecome fare

• Visitare www.makesensecampaign.eu
• Cliccare sull’icona Thunderclap sulla destra della pagina per collegarsi
• Cliccare sul tipo di supporto prescelto Facebook, Twitter o Tmblr
• Raggiungere i vs amici ed incoraggiate anche loro a supportare questa sezione di Thunderclap

Donate la vostra voce a ‪#‎UnitingVoices‬
Incoraggiamo le persone a mostrare il loro supporto alla campagna unendosi al Uniting Voices Virtual choir. Si tratta di filmarsi per 15 sec circa mentre si canta la canzone “Tu sei la voce (You are the Voice)” di John Farnham o poi postarla sulla propria bacheca di FB o Twitter.
Il link al video originale è www.youtube.com/watch?v=tbkOZTSvrHs
Per maggiori informazioni https://makesensecampaign.eu/unitingvoices-join-us

Supportate la missione con una donazione
Si vuole realizzare un autobus attrezzato con apparecchiature che viaggi attraverso tutta l’Europa portando il messaggio di attenzione 1per3 ovvero 1 particolare sintomo per 3 settimane onde stimolare ed attuare la diagnosi precoce dei tumori della Testa-Collo.
Ogni EURO donato farà percorrere 1Km a questo autobus. Quindi ogni Euro sarà di valore!!!
Potrete dare il vostro contributo collegandovi a www.gofundme.com/h7stpsrc

Tutte le forme di cancro della Testa-Collo possono essere prevenuti e diagnosticati precocemente e tramite una maggiore consapevolezza di questa malattia possiamo salvare la vita di migliaia di persone in Europa. Mostrate la volontà di supportare questa campagna partecipando ad una qualsiasi attività tra quelle proposte.

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La stanchezza e l’aumento di peso squilli d’allarme nell’ipotiroidismo

Stanchezza e aumento di peso apparentemente ingiustificato sembrano essere i sintomi più frequenti dell’ipotiroidismo. E’ questo uno dei dati preliminari emersi grazie alla campagna di sensibilizzazione ‘Tiroide in Primo Piano’, promossa dalla Fondazione Cesare Serono (FCS), e presentati recentemente a Taormina al Congresso Nazionale della Società Italiana di Endocrinologia. Sul sito ‘www.tiroideinprimopiano.it’ sono stati infatti resi disponibili due differenti questionari: uno rivolto a chi già ha avuto una diagnosi di una patologia della tiroide, ed un altro rivolto a tutti gli utenti del web.  1024 i questionari rivolti a chi soffre di una patologia alla tiroide che sono stati compilati online; di questi, il 94% è stato compilato da donne, per la maggior parte di età compresa tra i 30 e i 50 anni con un rapporto di 5:1tra i pazienti con ipo- e iper-tiroidismo. Due dati che rispecchiano la più alta incidenza femminile delle disfunzioni tiroidee e la maggiore diffusione dell’ipotiroidismo. 3051, invece, i questionari compilati online rivolti a tutti gli utenti del web per promuovere una corretta autovalutazione di eventuali segnali di disturbi alla tiroide, favorendo il consulto con lo specialista per ottenere diagnosi precoci e cure tempestive. Numeri, questi, che testimoniano il successo della campagna di FCS, fondamentale nel diffondere una cultura dell’informazione e della consapevolezza.

I questionari ai pazienti. Tra le evidenze preliminari emerse dal questionario rivolto al paziente si registra che, in un quarto dei casi, l’alterazione della funzione tiroidea non si è manifestata con sintomi o segni, ma è stata individuata grazie a ecografie o esami del sangue prescritti per motivi diversi o per controlli di routine. Quando presenti, i sintomi più frequenti riportati dai pazienti sono stati l’astenia (25,70%), l’aumento di peso non giustificato da altre cause (24,86%), l’aumentata frequenza cardiaca (12,15%) e il cambiamento nell’aspetto del collo (9,64%). La tiroidite è stata segnalata come causa più frequente dell’alterata funzione tiroidea (69,63%). Per quanto riguarda l’iter diagnostico, i risultati hanno evidenziato l’accesso a un percorso ‘tradizionale’ che parte dal medico di medicina generale e arriva allo specialista endocrinologo – sebbene i tempi siano ancora in parte dilatati: un quarto dei casi riportati ha richiesto oltre due anni per giungere a una definizione diagnostica. Sebbene la metà dei pazienti si sia definita soddisfatta della gestione del problema da parte dei medici, il livello di soddisfazione scende nei confronti dell’assistenza ricevuta dal Servizio Sanitario Nazionale, forse a causa delle disparità riscontrate da regione a regione. Dato allarmante, infine, il fatto che nonostante la maggior parte dei pazienti sia in cura ed esegua controlli periodici, meno della metà ha ricevuto spiegazioni circa l’importanza di un’adeguata assunzione di iodio, monito ribadito anche nel corso della recente Settimana Mondiale della Tiroide.

I questionari al grande pubblico. Alla luce di questo dato viene sottolineata l’importanza di iniziative d’informazione e sensibilizzazione capillari e continuative. A darne ulteriore conferma sono i risultati emersi dai questionari rivolti a tutti gli utenti del web: meno del 40% di chi ha fatto il test di autovalutazione si è sottoposto a esami di controllo negli ultimi tre anni. Si tratta di una percentuale bassa, in considerazione del fatto che a compilare il questionario sono state in gran parte donne di età compresa tra i 30 e i 60 anni, cioè soggetti con un elevato rischio di sviluppare patologie della tiroide e per le quali sarebbero invece auspicabili controlli più frequenti.

“Siamo molto soddisfatti del successo della campagna Tiroide in primo piano – afferma Gianfranco Conti, Direttore della Fondazione Cesare Serono – I numerosi dati raccolti confermano l’importanza di sensibilizzare la popolazione sui disturbi tiroidei per arrivare a una presa di coscienza che consenta diagnosi precoci e cure tempestive, in modo da gestire al meglio la patologia. Con la campagna Tiroide in Primo Piano – per il secondo anno di seguito – abbiamo confermato il nostro impegno verso questo importante obiettivo”. Per sostenere Tiroide in Primo Piano gli utenti dei social network possono scattarsi un selfie dove appaia una farfalla, simbolo della tiroide, e postarlo sul proprio profilo Facebook e/o Twitter scrivendo #tiroideinprimopiano; avranno così la possibilità di partecipare a uno shooting con un celebre fotografo e diventare protagonisti di una mostra online. Tutti i dettagli dell’iniziativa su www.tiroideinprimopiano.it. Tiroide in Primo Piano ha ricevuto il patrocinio dalle principali Società Scientifiche di riferimento (AIT – Associazione Italiana della Tiroide, AME – Associazione Medici Endocrinologi, SIE – Società Italiana di Endocrinologia, SIEDP – Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) e dal CAPE – Comitato Associazione di Pazienti Endocrini. La campagna Tiroide in Primo Piano è realizzata grazie ad un contributo incondizionato di Merck Serono S.p.A. Al termine della campagna, i risultati del questionario saranno disponibili in forma aggregata sul sito web www.tiroideinprimopiano.it. (LARA LUCIANO)

Nasce con un tumore alla gola, ma lotta per sopravvivere! (ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)

Alla piccola Jenna Smith è stato diagnosticato un tumore al collo quando era ancora nel grembo materno, ma grazie ai medici ora è in via di guarigione.

bambina con tumore


 

Unimamme, ci è già capitato di parlarvi di parti difficili e situazioni in cui genitori alle prime armi hanno dovuto affrontare drammi riguardanti i loro bambini appena nati e la storia della piccola Jenna, fortunatamente a lieto fine, è una di queste.

Due anni prima di Jenna, la sua mamma Lisa, un trentottenne inglese, aveva dovuto subire un drammatico aborto.

Rimasta nuovamente incinta Lisa è stata sopraffatta dalla gioia, anche perché fino alla 32°esima settimana i medici le avevano assicurato che andava tutto bene.

È stato in quel periodo che, dopo un’ulteriore ecografia, Lisa e suo marito sono rimasti devastati dalla notizia che la loro bimba aveva un problema molto grave: un’enorme massa nel collo che sembrava proprio un tumore.

 

neonata intubataneonata malata in ospedale


Purtroppo, ulteriori analisi hanno confermato la diagnosi e così la gravidanza di Lisa si è trasformata in un susseguirsi di preoccupazioni e ansie per la salute della sua bambina.  “È stato tremendo, non sapevamo se la nostra bimba sarebbe sopravvissuta” ha aggiunto Lisa ricordando quei drammatici momenti.

Alla 34°esima settimana le si sono rotte le acque ed è stata portata d’urgenza in ospedale.

 


Il parto è stato traumatico, i dottori infatti han dovuto praticare un buco nella gola della piccola per consentirle di respirare.

Lisa ricorda: “è stato spaventoso, stavano operando Jenna mentre lei non era ancora completamente venuta al mondo.

genitori e neonata


 

Inizialmente i medici hanno pensato che si trattasse di tumore benigno e così i genitori della bimba si sono sentiti un po’ sollevati credendo di poterla portare a casa di lì a poco, ma ulteriori analisi hanno dimostrato il contrario e così per loro e Jenna è cominciato un duro iter.

“Quando ho visto quanto era grande il suo tumore sono rimasta sconvolta” ha affermato la mamma della bimba.

bimba con tutina


La piccina ha dovuto quindi affrontare cicli di chemioterapia per impedire che il tumore al collo si espandesse. “Jenna era sempre stanca ed esausta per via della chemioterapia ma nonostante ciò sorrideva” ha aggiunto Lisa.

Ora la bimba ha nove mesi e, dopo la rimozione del tumore grande come una palla da tennis, prosegue le cure in ospedale, ma il tumore è in remissione.

neonata sorride


 

“Noi siamo molto orgogliosi di lei, per fortuna una volta cresciuta non si ricorderà quello che ha passato” dichiara il padre.

famiglia


 

Certamente i genitori troveranno il mondo di spiegarle quanto sia stata fortunata a sopravvivere al cancro.

Unimamme, e voi non trovate che sia bellissima questa piccola guerriera?

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Intervento pionieristico in Polonia, malato di tumore sopravvive al trapianto di gola

Dopo un intervento durato 17 ore l’equipe medica gli ha trapiantato laringe, trachea, esofago, tiroide e tutti i muscoli

Il dottor Adam Maciejewski con il paziente Michael
Il dottor Adam Maciejewski con il paziente Michael
Redazione Tiscali
Un polacco 37enne, malato di tumore alle corde vocali, è sopravvissuto ad un delicato e lunghissimo intervento chirurgico che gli ha permesso di avere una intera gola nuova. L’uomo, rispondente al nome Michael, dal 2009 era affetto da un tumore particolarmente aggressivo, che gli impediva di deglutire, parlare e persino di respirare. Grazie al dottor,Adam Maciejewski,medico chirurgo presso l’ospedale di Gliwice, e ad un intervento durato 17 ore, l’equipe medica gli ha trapiantato laringe, trachea, esofago, tiroide e tutti i muscoli.
Michael ha avuto un recupero inaspettato – A circa un mese di distanza da quell’intervento, avvenuto lo scorso 11 aprile, il 37enne è tornato a fare una vita assolutamente normale. L’uomo oggi è in grado di parlare, respirare e persino mangiare. “Grazie a tutti per il supporto”, ha detto commosso nel corso di una conferenza stampa. I medici, felici per Michael e soddisfatti per l’importante risultato ottenuto, non si aspettavano un recupero così repentino, tanto da aver imposto al paziente un recupero più cauto. Il team protagonista di questo pionieristico intervento è lo stesso che nel 2013 effettuò il primo trapianto di faccia al mondo.

I broccoli prevengono il cancro orale

Uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Pittsburgh Cancer Institute ha rivelato che i germogli dei broccoli possono prevenire il cancro alla bocca ed alla gola. Le eccezionali proprietà nutritive di questi ortaggi sono già ampiamente note, incluse quelle antitumorali che contrastano l’insorgenza del cancro al seno, al colon ed alla prostata, ma con lo studio presentato durante l’American Association for Cancer Research Annual Meeting si deve aggiungere alla lista dei benefici del loro consumo l’azione del sulforafano, una molecola naturale che contiene gli effetti dei cancerogeni ambientali e svolge un’azione protettiva nei confronti del rivestimento orale.

La dottoressa Julie Bauman, coordinatrice dello studio, ha spiegato che i pazienti che sconfiggono il cancro alla testa ed al collo rischiano di venire colpiti dal tumore alla bocca o alla gola che, spesso, si rivela fatale. L’estratto dei germogli dei broccoli sono ricchi di sulforafano, quindi rappresentano un valido alleato per i soggetti più esposti all’insorgenza tumorale. I ricercatori hanno parlato di chemioprevenzione verde, un trattamento che prevede l’utilizzo di semi ed estratti delle piante per prevenire malattie e patologie specifiche.

BroccoliL’esperimento ha coinvolto 10 soggetti sani ai quali è stato somministrato del succo di frutta addizionato con l’estratto dei germogli dei broccoli, per una concentrazione 100 volte superiore a quella della pianta matura. Nel rivestimento interno della bocca è stato rilevato un aumento della resistenza agli effetti degli agenti cancerogeni. Ciò dimostra che il sulforafano è stato assorbito ed che ha agito direttamente sui tessuti a rischio, verso i quali lo studio ha rivolto la sua attenzione.

I ricercatori ritengono che esso abbia dato risultati tali da poter richiedere una sperimentazione clinica che prevede il reclutamento di 40 volontari guariti dal tumore alla testa ed al collo, quindi più esposti al rischio di contrarre il cancro alla bocca ed alla gola.

Le forme tumorali possono colpire varie strutture anatomiche, come le gengive, le ghiandole salivari, la lingua, il palato, le labbra, le tonsille, la laringe, la base del cranio, i linfonodi del collo e l’orecchio. Le cause vanno attribuite principalmente al fumo delle sigarette e ad alcune sostanze chimiche presenti nelle vernici e nelle polveri del legno. L’obiettivo attuale consiste nel rendere il sulforafano un farmaco antitumorale naturale. Rispetto a quelli tradizionali, esso richiedere un dispendio di risorse ed un costo molto inferiore, quindi potrebbe diffondersi anche presso i paesi in via di sviluppo.

Written BY: webmaster

Chi è l’otorinolaringoiatra?

Otorinolaringoiatra

L’otorinolaringoiatra è un medico-chirurgo specializzato, esperto nella diagnosi e nella cura delle malattie e dei disturbi che possono interessare le orecchie, le cavità nasali, la gola e i loro punti di collegamento a livello di faccia e collo.

ORIGINE DEL NOME
Il nome otorinolaringoiatra – così come otorinolaringoiatria – è l’insieme dei termini di origine greca che vogliono dire orecchio (“oto”), naso (“rino”), laringe (“laringo”) e medico (“iatra”).

LE SOTTOSPECIALIZZAZIONI DELL’OTORINOLARINGOIATRA
Grazie anche ai progressi della medicina, gli otorinolaringoiatri attuali hanno la possibilità di specializzarsi ulteriormente in un ambito della loro disciplina.
Le principali aree di sottospecializzazione vertono attorno a:

  • Le allergie che sono all’origine di rinitisinusite cronica, laringiti, mal di golaotiti, giramenti di testa ecc.
  • La chirurgia maxillo-facciale e plastica ricostruttiva, che si occupa di interventi di rinoplasticasettoplasticalabbro leporino, eliminazione delle rughe ecc.
  • tumori benigni e maligni del collo e della testa, con particolare attenzione a quelli che insorgono a livello di: naso, bocca, gola, laringe, corde vocali ed esofago.
  • La laringologia, che è lo studio particolareggiato di tutti i possibili problemi della laringe.
  • L’otologia e la neurotologia, le quali nel loro complesso trattano tutti i possibili problemi delle orecchie, dai tumori ai disturbi di conduzione nervosa.
  • L’otorinolaringoiatria pediatrica, cioè relativa ai bambini.
  • La rinologia, che tratta specificatamente le malattie del naso e dei seni paranasali.

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Tumori testa e collo: 4 pazienti su 10 iniziano tardi le cure

Sono forme di cancro che crescono in fretta, il tempo è prezioso. Ritardi dovuti in parte alle scelte dei malati, in parte a un’inadeguata organizzazione sanitaria

di Vera Martinella

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Più di quattro pazienti su dieci colpiti da tumore della testa e del collo iniziano in Italia il trattamento con ritardo, cioè dopo più di un mese dalla diagnosi istologica. Inoltre, la metà dei malati che necessita di radioterapia post-operatoria perde ulteriormente tempo e la inizia solo oltre le otto settimane dopo l’intervento chirurgico. Infine, accade troppo di frequente che lo stadio clinico di malattia, indispensabile per la corretta scelta terapeutica, non sia chiaramente riportato in cartella clinica. Sono i risultati preliminari di due progetti, uno supportato dal Ministero della Salute italiano (surveillance of Rare cancers in Italy – RITA) e l’altro dalla Comunità Europea (Information network on rare cancers – RARECAREnet) e presentati al Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Cervico – Cefalica (AIOCC) tenutosi nei giorni scorsi a Genova.

 

Per il tumore al seno ritardi molto inferiori

I tumori di testa e collo interessano naso, labbra, lingua, interno della bocca, ghiandole salivari, laringe e faringe. Nel nostro Paese colpiscono ogni anno 12mila persone (oltre 10mila uomini e quasi 2mila donne) e sono, nella stragrande maggioranza dei casi, riconducibili al consumo di tabacco e all’eccesso di alcolici. «Statistiche alla mano, per molti pazienti si perde troppo tempo e, quel che è peggio, spesso queste malattie crescono rapidamente – dice Renzo Corvò, presidente AIOCC e direttore dell’Oncologia Radioterapica dell’IRCCS San Martino Istituto Tumori di Genova -. Questi dati sono estremamente preoccupanti: intervenire in tempi rapidi significa favorire la guarigione e definire correttamente lo stadio clinico della malattia serve per scegliere il miglior trattamento possibile per i pazienti». Inoltre, «c’è spesso una grande differenza tra l’iter diagnostico e terapeutico per una forma di cancro dell’area testa collo e quanto accade per altri tipi di neoplasie – aggiunge Lisa Licitra, responsabile della struttura di Oncologia Medica Tumori Testa & Collo all’Istituto Tumori di Milano e Vice Presidente AIOCC – : basti pensare, ad esempio, che solo il 17 per cento delle pazienti con un tumore del seno inizia la terapia troppo tardi. E per la mammella difficilmente intercorrono poi tempi eccessivamente lunghi per cominciare i trattamenti radio o chemioterapici».

 

 

 

Tumori che crescono velocemente

Le ragioni del ritardo possono essere molteplici, ma sono per lo più riconducibili a due categorie di «responsabili»: da un lato i pazienti stessi, che dopo aver avuto la diagnosi di tumore non di rado cercano un secondo parere; dall’altro l’organizzazione sanitaria, che deve prevedere una migliore pianificazione per queste patologie. «E’ bene che malati e familiari sappiano che di fronte a un tumore testa è collo bisogna fare in fretta, perché si tratta generalmente di neoplasie che evolvono velocemente – spiega Corvò -. Se è corretto informarsi, e magari chiedere una seconda opinione, prima di iniziare le terapie ed è normale volersi accertare di essere in cura presso un centro preparato, per queste neoplasie bisogna anche tenere presente l’importanza del tempo che passa». In alcuni casi, quindi, se tra la diagnosi e il primo trattamento (che sia radioterapia, chemioterapia o chirurgia) passa più di un mese è perché il paziente cambia struttura, talvolta città op comunque temporeggia un po’ troppo a lungo fissando appuntamenti con specialisti diversi. «In altri casi però i malati non c’entrano – continua l’esperto – e ad incepparsi è l’iter interno agli ospedali: c’è un ritardo degli anatomopatologi che impiegano troppi giorni a dare l’esito dell’esame istologico, indispensabile per stabilire la cura adeguata. E anche le liste d’attesa in radioterapia vanno gestite meglio dagli operatori (iniziando magari a prenotare un paziente già dal momento dell’intervento chirurgico, se si sa che dovrà poi sottoporsi a cura radiante). Soprattutto è indispensabile avere la classificazione TNM, ovvero quella che indica lo stadio clinico di malattia, perché senza questa informazione non si fa la scelta terapeutica più adeguata in base al singolo tumore. Ad oggi, però, non tutti la fanno: per avere la classificazione servono molti esami, parecchi specifici, è particolarmente complicato. E così si finisce per iniziare una cura senza».

 

Team multidisciplinari e diagnosi precoce per guarire

Più in generale, sul fronte ospedaliero, per porre rimedio a ritardi e problemi organizzativi servono team multidisciplinari specializzati, in grado di offrire ai malati l’esperienza e tutte le competenze indispensabili per curare queste neoplasie, e centri in cui i vari specialisti per questi tumori prendano decisioni confrontandosi fra loro. «Dai tumori di testa e collo si può guarire, ma solo se presi in tempo – conclude Licitra -. Purtroppo però anche in quest’ambito ci sono dei ritardi e la maggior parte delle volte queste neoplasie vengono diagnosticate in fase avanzata: e questo avviene perché il paziente stesso, il medico di base, il dentista, non hanno saputo riconoscere i sintomi della malattia e quindi diagnosticarla in modo tempestivo. In caso di male alla gola o raucedine persistente per settimane, bruciore alla lingua, deglutizione faticosa o dolorosa, ulcere o placche rosse o bianche in bocca, naso chiuso da una narice o sangue da naso bisogno farsi vedere da un medico, che deve valutare l’eventuale necessità di una visita con uno specialista otorino».

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Focus sul cancro al cavo orale: come difendersi

Fattori di rischio, sintomi, diagnosi e novità chirurgiche per i tumori testa-collo che colpiscono ogni anno 600mila persone nel mondo. Le neoplasie alla faringe e alla laringe rappresentano quasi il 5% del totale. Intervista agli specialisti.

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Focus sul cancro al cavo orale: come difendersi

Con la collaborazione delle dottoresse Maria Benevolo, Anatomia Paologica IRE, e Maria Gabriella Donà, Dermatologia Infettiva San Gallicano, e del Prof. Giuseppe Spriano, direttore di Ototrinilaringoiatria e Chirurgia testa-collo IRE.

 

L’arma più forte è sempre la prevenzione. Nell’oncologia lo si ripete spesso. La diagnosi precoce dei sintomi, infatti, per gran parte dei tumori, permette di alzare fino al massimo le possibilità di cura e con esse le probabilità di dire: “ce l’ho fatta, ho sconfitto il mio nemico”. Non sempre però è facile accorgersi in tempo dei sintomi o dar loro il giusto peso. È il caso dei tumori al cavo orale.

Nel mondo, il cancro di faringe e laringe rappresentano quasi il 5% di tutte le neoplasie. Quelli riconducibili in generale alla categoria testa collo (cavità orale, faringe, laringe, rinofaringe e ghiandole salivari) colpiscono ogni anno 600mila persone a livello globale. Oltre 350mila è il calcolo dei decessi. I sintomi sono raucedine persistente, mal di gola, bruciore alla lingua o lesioni alla bocca, gonfiore al collo, difficoltà a deglutire, naso chiuso o sanguinamento. Gli esperti consigliano di rivolgersi al medico se uno di questi segnali perdura per 3 settimane.

Nonostante si localizzino in un’area per tutti noi semplice da controllare anche solo davanti allo specchio, questo tipo di neoplasie rischiano a volte di essere diagnosticate solo quando sono a uno stadio avanzato (2 pazienti su 3). Eppure le cure, così come la chirurgia, ha compiuto passi da gigante e permette di aumentare le aspettative di vita (più dell’80% dei pazienti è sopravvive dopo i 5 anni se diagnostica precocemente il cancro). Ce lo spiegano in questa intervista il Prof. Giuseppe Spriano, direttore di Ototrinilaringoiatria e Chirurgia testa-collo dell’IRCCS Regina Elena di Roma, e le dottoresse Maria Benevolo, del reparto di Anatomia Paologica, sempre dell’Istituto specializzato nella terapia dei tumori,  e Maria Gabriella Donà, di dermatologia Infettiva dell’IRCCS San Gallicano di Roma.

 

Come si manifestano e quali sono i consigli per la diagnosi precoce dei tumori al cavo orale?

I tumori del cavo orale si manifestano come ulcerazioni a margini irregolari, dolenti. Negli stadi avanzati, inoltre, con la difficoltà alla deglutizione e all’articolazione della parola.

 

Quando si può dire che la diagnosi è precoce?

A dispetto di quanto appena detto spesso la diagnosi non è precoce perché il paziente sottovaluta i sintomi e perde tempo, come pure il medico o il dentista. Ovviamente le possibilità di cura aumentano se il tumore viene riconosciuto in stadio iniziale e la cura è meno invasiva.

 

Quali sono gli esami a cui viene sottoposto il paziente per la diagnosi?

L’esame più importante è proprio quello di sottoporsi ad una visita otorinolaringoiatrica. In fase pre-operatoria verranno eseguiti esami diagnostici (ecografia, Tac o risonanza magnetica) per valutare l’estensione della malattia e l’eventuale presenza di metastasi linfonodali.

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MORTI PER AMIANTO: IN EUROPA OLTRE LA METÀ DEI CASI DI TUTTO IL MONDO

Ad affermarlo è un recente studio dell’Oms: il 56% dei decessi per mesotelioma e il 41% di quelli per asbestosi – pari, nel complesso, a 7.500 vittime – sono legati al Vecchio Continente: un andamento dovuto al ruolo storico di quest’area geografica quale centro globale di utilizzo della fibra killer

ROMA – Oltre la metà delle morti di tutto il mondo che, ogni anno, si devono all’amianto avviene in Europa. Per l’esattezza il 56% dei decessi per mesotelioma (pari a 7mila casi) e il 41% di quelli per asbestosi (pari a 500 casi) sono legati geograficamente al Vecchio Continente. Ad affermarlo è uno studio pubblicato nel bollettino settimanale dell’Oms.

Il bilancio più allarmante in Islanda, Malta e Regno Unito. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità sono 107mila le persone che, ogni anno, perdono la vita per cause relative all’amianto. La metà di loro è europea: un dato che sconcerta se si pensa che in quest’area risiede solo il 13% della popolazione di tutto il pianeta. Per quanto riguarda il mesotelioma (una forma tumorale associata all’esposizione alla fibra killer) i tassi più alti di morte si registrano in Islanda – con 25 decessi ogni 10 milioni di abitanti -, seguita dal Regno Unito e Malta (l’Italia è nella media con 10 morti). I tre stati ritornano anche per quanto riguarda l’asbestosi, la malattia polmonare dovuta all’inalazione dell’amianto: in questo caso l’Islanda segue Malta e precede il Regno Unito.

Il Vecchio Continente l’epicentro di tutte le malattie asbesto-correlate. L’analisi dell’Oms è impietosa. “Nei periodi 1920-1970 e 1971-2000 l’Europa ha usato il 48% e il 58% di tutto l’amianto commerciato nel mondo – sottolinea lo studio – Per questo può essere caratterizzata come il centro globale dell’uso nella storia e come l’epicentro attuale di tutte le malattie relative all’amianto”. Una realtà che allarma se si pensa che, sempre secondo i dati (sottostimati) dell’Organizzazione, nel mondo sono circa 125 milioni i lavoratori esposti all’asbesto. Una cifra non tiene conto, però, di chi ha lavorato in precedenza e delle persone che vivono nei pressi degli impianti di produzione.

In tutto il pianeta oltre due milioni di tonnellate lavorate ogni anno. Ancora oggi nel pianeta si lavorano oltre due milioni di tonnellate di questa fibra. Sul “podio” dei paesi produttori ci sono Russia (1 milione di tonnellate prodotte nel 2010), Cina (400mila) e Brasile (270mila), mentre chi ne fa maggior consumo sono Cina (oltre 613mila tonnellate), India (426mila) e Russia (263mila). Uno scenario che lascia poche speranze per quanto riguarda la salute delle persone: le stime dell’Oms ipotizzano che il picco di decessi per mesotelioma, tumori polmonari e tumori della laringe sarà tra il 2015 e il 2020. In base a questi dati, in tutto il mondo ci saranno cinque morti per tumore polmonare e due per asbestosi ogni 1000 abitanti: una tragedia che potrebbe interessare 10 milioni di persone nei prossimi 20 anni. (Inail.it)

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