Finite le terapie, chemio e radio, arriva la fatigue, il down fisico e mentale.

Finite le terapie, chemio e radio, arriva la fatigue, il down fisico e mentale.

La chiamano “fatigue” ed è il senso di sfinimento fisico e psichico causato dal tumore e dalle terapie chemioterapiche. Talvolta può protrarsi per anni e non abbandonarci mai del tutto. Ma combatterla e prevenirne gli effetti è possibile. A dimostrarlo è uno studio condotto da oncologi e psicologi dell’Istituto Tumori Regina Elena di Roma. Si tratta di una patologia molto comune fra i pazienti malati di cancro: quasi il 90% di coloro che si sottopongono alla chemioterapia e alla radioterapia ne sono affetti.

Ma cos’è davvero la fatigue e come si può curare?

La stanchezza è quel senso di sopraffazione che ci coglie quando, anche a distanza dalla malattia, alla mattina capita di svegliarsi senza alcuna voglia di uscire di casa o di scendere dal letto. Spesso mi capita di parlare con molte donne che hanno difficoltà a parlare di quello che non è strettamente connesso alla malattia.

Invece la stanchezza, così come la malattia, va sconfitta con le giuste armi.

L’ansia e la paura possono assumere mille volti differenti, diversi da persona a persona, perché ciascuno è unico nelle emozioni e nelle reazioni, non solo fisiche ma anche emotive. Tuttavia la paura è un sentimento che fa parte della condizione del malato oncologico, sin dalla diagnosi del cancro, e che lo accompagna in tutto il suo percorso. Perchè quella della malattia è una storia drammatica, che pesa ancora molto sulle emozioni profonde delle persone perché radicata alla paura della morte e all’ansia di non potercela fare.

Dopo le terapie e gli interventi comincia il lungo percorso delle visite di controllo: esami periodici, all’inizio molto vicini uno all’altro e poi via via più distanti. Il follow-up, come molti chiamano il periodo successivo alla conclusione della terapia, è un periodo difficile per il paziente: ci si sente spesso terribilmente soli a confrontarsi con sé stessi, con una vita che è cambiata inesorabilmente e con un corpo che non è più lo stesso. E’ proprio a questo punto che può subentrare la stanchezza, una vera e propria sindrome psico-fisica, che solo in parte è dovuta ai trattamenti anti-tumorali e che presenta una forte componente mentale.

Identificarne i sintomi è fondamentale per evitare che i pazienti affetti subiscano pesanti ripercussioni sulla vita sociale, affettiva, emotiva: il mio compito, come cancer coach, è quello di darvi tutti gli strumenti per prevenire la malattia, trovando dentro voi stessi, le risorse per curare la persona, non solo la malattia.

Il mio ruolo consiste appunto nel guidarvi in un percorso di consapevolezza e di auto-guarigione che inizia col prendervi per mano facendo emergere in voi la conoscenza di ciò che siete e di ciò che potete fare con le vostre forze.

Per quanto, dunque, possa rappresentare un’esperienza dolorosa, il cancro non è la fine, ma, per citare il titolo del mio ultimo libro “Cancro, la linea di partenza per la rinascita”, può diventare un momento di rinascita e grande cambiamento.

Un nuovo inizio, da affrontare con tutte le risorse che si hanno a disposizione. Un’incredibile opportunità per portare alla luce aspetti che nemmeno conoscevate di voi stessi.

Per darvi, comunque, qualche spunto pratico, potrebbe essere utile rispondere a queste domande :

  • Quali sono le mie vere passioni ? da quanto tempo non le metto in pratica?
  • Quanto tempo dedico a me stessa in una singola giornata ? come lo faccio ? cosa faccio e perché?
  • Quali sono le relazioni che mi danno energia positiva ? quali sono le notizie e le informazioni che mi fanno bene?
  • Quali sono i miei sogni o semplicemente I miei progetti per il futuro ?
  • Quali programmi ho nel breve e nel medio lungo termine?
  • Quali sono I contesti dove mi trovo a mio agio e mi sento libera di esprimermi?

Sono tutte domande utili a risvegliare le risorse pratiche e non, che sono dentro di noi e che se ripetute con una certa costanza, possono abbassare lo stato di ansia e di paura, distraendo la mente e allenandosi a vedere cose nuove, e che abbasseranno lo stato di stanchezza mentale che molto spesso influisce inevitabilmente sulla stanchezza fisica.

In fondo come disse William Shakespeare “Siamo della materia di cui sono fatti i sogni.”

Se invece senti di essere davvero troppo stanca, senza stimoli e senza energia, ti consiglio vivamente di chiedere aiuto a qualcuno di esterno, che avrà la lucidità e la capacità di farti vedere nuovi orizzonti e di esserti a fianco in un percorso di sostegno.

Oppure potresti trovare 48 motivi per stare meglio, dentro al mio diario, fatto di immagini, frasi motivazionali e 48 liste da scrivere, per riscoprire la bellezza che sta dentro di te. Vuoi saperne di più sul libro? Clicca qui.

Sigarette elettroniche, ancora vittime in Usa

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Finora negli Stati Uniti sono stati cinque i decessi legati all’utilizzo, mentre sono saliti a 450 i casi di malattia polmonare riscontrati. Il direttore del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità: “Non esistono studi in merito. Per questo dobbiamo avere un atteggiamento di massima prudenza”

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LA STRAGE DI VERGAROLLA  

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SI COMMEMORA OGGI LA STRAGE DI VERGAROLLA :
ricorre oggi il 73° anniversario della strage avvenuta sulla omonima spiaggia alla periferia di Pola il 18 agosto 1946.
Un centinaio i morti (64 quelli riconosciuti), molti dei quali inermi bambini, del vile attentato dell’Ozna progettato per terrorizzare ed indurre all’esodo la popolazione del capoluogo istriano che, effettivamente, proprio da quella sciagurata domenica di sangue iniziò a partire: risulta infatti che moltissime  famiglie iniziarono a lasciare Pola con mezzi di fortuna già dal mese di settembre, mentre il culmine, come noto, si registrò nel periodo febbraio – marzo 1947.
Della Strage di Vergarolla, fino a poco tempo fa sconosciuta, come la carneficina delle Foibe e come l’Esodo Istriano e Dalmata, adesso se ne parla, più o meno correttamente ma sempre troppo poco, considerando che ad oggi questo infausto evento detiene il triste primato di essere la più importante, cioè la più grave strage di civili mai avvenuta in territorio italiano (e Pola era italiana fino alla firma del Trattato di Pace del 10.2.1947).

“Si era in tempo di pace, la guerra era finita un anno e mezzo prima, la Repubblica Italiana era nata da due mesi e mezzo: quella di Vergarolla è dunque la prima e la più sanguinosa strage terroristica nella storia della Repubblica,  più di Piazza Fontana, più della Stazione di Bologna… Ma fu subito insabbiata e per quasi settant’anni coperta da una congiura del silenzio, in attesa che il tempo eliminasse via via i testimoni e cancellasse ogni ricordo”.
“. . . le carte degli archivi di Londra, Washington, Zagabria, Roma e Belgrado hanno da sempre avvalorato: che dietro l’eccidio di italiani ci fossero il maresciallo Tito e la polizia segreta jugoslava. Retroscena e indizio che oggi, per la prima volta, arrivano dall’altra parte del mondo: «Chi furono i mandanti a Vergarolla? La gerarchia titina, presente a Pola in quel primo dopoguerra! E tra di loro, purtroppo, anche nomi di vecchi polesani, per ideologia comunista alleatisi con Tito»”.

https://lavoce.hr/cronaca/cronaca-polese/pola-domenica-ricorda-la-strage-di-vergarolla