SESTO SAN GIOVANNI E adesso anche il pollo allo spiedo è contraffatto! A Sesto non ci facciamo mancare proprio niente…

All’ingresso di una macelleria islamica cittadina, a poche decine di metri dalla fermata della linea 1 della metropolitana ‘Sesto-Rondo’, dove ormai ci sono solo locali gestiti da extracomunitari, è apparso un grande cartello (per guardarlo cliccate sulla foto), difficile da non vedere, con la scritta ‘I nostri chef vi propongono polli arrosto sempre caldi’. E fin qui nessun problema. Peccato però che, subito sotto, la pubblicità avesse impresso il logo, con tanto di nome, di una famosa e qualificata catena della grande distribuzione di tutto il Nord Italia. Supermercati nati a Sesto e presenti in città i cui polli sono, per nostra testimonianza diretta, davvero molto buoni e nulla hanno a che fare con quelli venduti nel piccolo negozio che espone indebitamente il cartello in questione, evidentemente utilizzato maldestramente e senza che la grande catena di distribuzione ne fosse a conoscenza. Sulla qualità dei polli ‘tarocchi’, venduti dalla macelleria islamica non possiamo dare giudizi, non avendoli assaggiati. Magari, questo giudizio lo lasciamo a chi, sul territorio è preposto a controllare che le leggi, comprese quelle relative alle insegne e alla pubblicità posta in essere dai commercianti, vengano rispettate da tutti, nessuno escluso.

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DIETRO AI MURI FATISCENTI, TOPI E SPORCIZIA: VIAGGIO NELLA CORTE DEL DEGRADO

Dietro ai muri fatiscenti, topi e sporcizia: viaggio nella corte del degrado
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SESTO SAN GIOVANNI –  ”Aprite, polizia!” il comando imperativo spacca l’ultimo sonno della notte, lascia andare i sogni. La porta si apre mostrando che cosa si nasconde dietro a quei muri scrostati e fatiscenti, percorsi da crepe e topi vaganti.
Siamo nella casa a corte tra via Marconi e via Bergomi: qui qualche mese fa è stato sgominato nelle cantine un vero e proprio “fortino” della droga, ma le proteste dei residenti del quartiere non sono finite: al problema dell’illegalità, si aggiunge da tempo quello delle difficili condizioni di chi vive qui, immerso nel degrado, ambientale e umano.
Ora il labirinto sotterraneo, rifugio di criminali e tossici, è stato murato; rimangono le vite zoppicanti degli abitanti in affitto tra queste pareti, vite precarie in tutto: nel sostentamento come nell’igiene.
Negli appartamenti minimi e sovraffollati, il degrado è pungente: cumuli di vestiti, cibo sparpagliato e odori nauseabondi, persino piccioni dentro una cucina, tenuti forse per essere allevati. Immagini che ricordano i film sugli immigrati in America nei primi decenni del Novecento.
Ieri mattina, in un blitz coordinato tra Polizia Locale e Polizia di Stato, sono stati eseguiti controlli minuziosi, appartamento su appartamento. Ogni locatario è stato identificato  e registrato; quattro persone, risultate immigrati irregolari, sono state portate in commissariato. I tecnici del Comune hanno fotografato dentro e fuori dalle abitazioni per censire tutti gli elementi critici in quanto a sicurezza edilizia, salubrità e igiene.
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Il direttore del settore Urbanistica ha emesso poiun’ordinanza che obbliga la proprietà dello stabile, che è un privato, ad eseguire entro un mese lavori di manutenzione, pulizia e risanamento,derattizzazione e sistemazione della pattumiera. In più sarà chiesto ai proprietari di eseguire interventi ciclici per garantire la sicurezza e l’idoneità abitativa di tutto lo stabile.
Al provvedimento del Comune si aggiungono una relazione dell’Asl che il mese scorso ha sottolineato l’urgenza di un risanamento e le centinaia di firme raccolte dai residenti della zona. Ancora solo pochi giorni fa, pare ci fosse un movimento sospetto di prostituzione al piano terra, con gente esterna che accedeva direttamente alzando la saracinesca del vecchio circolo, per scomparire, nella notte, dietro a quei muri spessi e logori.
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SESTO SAN GIOVANNI Emergenza sbronze tra gli adolescenti. Il medico dell’Ospedale di Sesto Chiara Liverani scioccata dopo una notte da volontaria davanti a un locale milanese

In un’indagine pubblicata dal Corriere della Sera in merito al fenomeno dell’alcolismo tra adolescenti è intervenuta anche Chiara Liverani, 47 anni, medico rianimatore dell’ospedale di Sesto San Giovanni, che dopo una notte di volontariato davanti agli spazi East end di via Mecenate, periferia Est della città, si dice scioccata: «Mi sono imbattuta in adolescenti ammassati a terra – racconta al Corriere della Sera – . E non erano casi isolati. Li ho trovati in ogni angolo. Piuttosto che un’altra notte del genere preferisco una settimana non stop in ospedale. Certo, anche qui arrivano adolescenti messi male che rischiano il coma etilico. Un esempio? Una 14enne che si è ubriacata alle sei del pomeriggio durante una festa in casa dove si è scolata un’intera bottiglia di vodka». Infatti l’articolo del Corriere è intitolato “Le sbronze (sottovalutate) degli adolescenti”. Emergenza soprattutto tra i giovanissimi. Migliala di ragazzi soccorsi in strada nei weekend. Si beve di più e in meno tempo. Vino sostituito da prodotti ad altissima gradazione.

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Beautiful Town – Il film LILT su Sesto San Giovanni

Beautiful Town è il cortometraggio creato per l’inaugurazione del nuovo Spazio Prevenzione LILT a Sesto San Giovanni.

Siamo nel futuro. Guido sta per festeggiare i suoi 90 anni. Per l’occasione, decide di tornare indietro, fino al 2013. Vuole incontrare una persona per portare un messaggio molot importante… Per farlo, percorrerà i luoghi della sua amata città, intrecciando la sua storia a quelle piccole e grandi dei suoi concittadini.

Crisafulli è un eroe Lo dice la perizia

Crisafulli è un eroe Lo dice la perizia

I colleghi di Sesto lo ricordano

 

 

L’ispettore morì prestando soccorso sull’Adriatica: un automobilista verso il processo
di Rosario Palazzolo

Sesto San Giovanni, 21 agosto 2013 – L’ispettore Antonio Crisafulli non fu azzardato nel compiere il soccorso in autostrada che il 12 agosto del 2012 gli costò la vita. Fu attento e scrupoloso nel seguire le procedure, ma una fatalità (e forse l’errore di un automobilista) ne provocò la morte. A un anno dalla sua scomparsa, a stabilire in modo «scientifico» la correttezza dell’ispettore di polizia del commissariato di Sesto è ora anche il risultato delle perizie condotte nell’ambito delle indagini portate avanti dalla procura di Urbino.

Antonio Crisafulli, 50 anni, quella mattina stava percorrendo l’autostrada Adriatica, nel tratto di Fano, per raggiungere il luogo di vacanza insieme alla famiglia. Quando si è reso conto che sull’altra carreggiata un’auto si era ribaltata e rischiava di prendere fuoco, ha messo in sicurezza i familiari su una piazzola e ha tentato di attraversare l’autostrada per dare soccorso a chi aveva bisogno. Quel gesto gli è costato la vita. Nonostante Crisafulli avesse rispettato tutte le norme di sicurezza previste per questo tipo di soccorsi, come oggi hanno confermato le perizie. «Non è vero, come si era sostenuto in un primo momento, che l’ispettore Crisafulli ha attraversato l’autostrada con imperizia», ha spiegato l’avvocato della famiglia, Lorenzo Piazzese. «Si è dimostrato che Crisafulli aveva fatto fermare le auto sulla carreggiata segnalando il pericolo, prima di attraversare. La sua morte è stata provocata dall’arrivo inaspettato di una vettura che si è abbattuta sulle vetture ferme, provocando l’investimento».

L’indagine potrebbe essere chiusa entro settembre. Al momento vede tre indagati, tutti automobilisti coinvolti nello scontro. Tuttavia appare probabile che possa essere richiesto il processo solamente per il guidatore della vettura piombata sulle auto già ferme. È trascorso un anno da quella terribile mattina d’agosto che doveva essere il primo giorno di ferire per l’ispettore e che invece si è trasformato in una tragedia. Crisafulli non è stato dimenticato dai suoi colleghi che a inizio estate avevano giocato un torneo di calcio in suo onore. E persino le istituzioni, se pure più lentamente stanno facendo la loro parte. A lui, non appena ci saranno le autorizzazioni, sarà dedicato il giardino pubblico di piazza Del Lavoro, dove sarà installata anche una targa commemorativa in ricordo del suo gesto.

di Rosario Palazzolo

rosario.palazzolo@ilgiorno.net

antonio crisafulli,sesto san giovanni