Auguri Mamma

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha settant’anni
e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

Ah se fosse un mio priego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d’Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto.

Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei
Vorrei veder me vecchio e lei…
dal sacrificio mio ringiovanita!

Per una sorella speciale

Cara Maria,
anche quest’anno è arrivato il 5 Dicembre ,il 33esimo che passiamo insieme tra gioie e dolori,chi leggerà penserà a una ricorrenza di matrimonio,invece non lo è!!!
Fra noi due c’è un legame affettivo molto più forte, quello del primogenito e dell’ultima della “covata”,io che anche quando ero piccolo ero grande rispetto a voi e te che sei sempre la piccola anche quando come ora sei grande di età.
Ti ricordo in passeggino che andavi con mamma dal nonno che con qualsiasi tempo salutavi tutti mordendo un pezzo di focaccia e salutando tutti come vantarti che tu avevi la focaccia e gli altri no…
Ti ricordo bambina di 3 anni che venivi a tastare le tasche dei miei pantaloni per sentire se avevo moneta per trascinarmi al primo gelataio dove tu attaccandoti al frigo tipo ventosa gridavi “tutti miei” e chi ci vedeva per la prima volta vedeva me come un ragazzo padre…
Ti ricordi il patto che c’era tra di noi?
Se si avvicinava a me qualche ragazza brutta mi chiamavi papà se era bella mi chiamava col nome con davanti fratellino…
Ti ricordo ragazzina quando hai iniziato a seguire i gruppi musicali che ti piacevano anche in tournée e ti ho invidiato io essendo il primo per paura di tutto mia madre ,per andare in gita ,partenza la mattina ritorno la sera,alle catacombe a Piacenza ho dovuto lottare quasi un mese.
Oggi invece incavolata col mondo intero in cerca di uno straccio di lavoro girando per fare colloqui,se cercassero un esperta in colloqui nessuno ti batterebbe e come sempre la solita risposta “ci faremo sentire” che è un modo per dire avanti il prossimo….
Lo so qualche volta ti facciamo arrabbiare io,mamma e papà ma forse i nostri litigi sono solo un modo per aprire la nostra valvola di sfogo in un mondo grigio ogni giorno di più.
Perdonaci ma noi vorremmo per te un presente e un futuro migliore del tuo e del nostro e ti aiutiamo al limite che possiamo forse per egoismo per avere un domani in cui non ci saremo un piccolo momento di rinascita quando vedendo vecchie foto in bianco e nero e a colori ti ricorderai di noi.
Pensa che volevo ricordare solo i momenti belli della vita e alla fine invece siamo caduti nella malinconia ma basta con le ciance dobbiamo festeggiare la ricorrenza della tua nascita
Auguri Maria
da Papà Pino
Mamma Anita
tuo fratello Giovanni…

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Quarantotto anni a due anni dal mezzo secolo,come passa il tempo che ho aperto per la prima volta gli occhi.

 

Lo ammetto ero spaventato e chi non si spaventava se ti tirano fuori da un posto caldo (la pancia della madre) per ritrovarsi in una sala con persone con vestiti verdi con cappellino e mascherina che ti guardano e non contenti ti tirano una sberletto sul sederino e rimangono tranquilli se piangi !!!

 

Così inizio la mia vita fu la, prima delle tante mie prime volte:

 

-la prima volta che dissi una parola con i miei che discutevano se la mia prima parola fosse stato papà o mamma;

 

-la prima volta che riusci a stare in piedi e poggiando un piede davanti all’altro riuscivo ad andare avanti,cioè camminare;

 

-la prima volta che capi che non sarei mai stato figlio unico dopo la nascita di mio fratello e dopo delle mie due sorelle;

 

-la prima volta che mi ritrovai con altri bambini della mia età senza la supervisione di mia madre o mio padre andando all’asilo pavoneggiandomi del mio grembiulino;

 

-la prima volta che capi che si poteva giocare in gruppo andando all’oratorio;

 

-la prima volta che alle figurine e ai soldatini preferì cercare di capire l’universo delle donne arrivando a oggi che ancora non l’ho capito;

 

-la prima volta che capi che chi mi era accanto e a cui volevo bene non sarebbe stato con me per sempre quando capi che a morire non sono solo gli altri o i loro parenti,con la morte di mio nonno;

 

-la prima volta che entrai in una sede di un partito politico pieno di fiducia per poi da grande accorgermi che sono tutti uguali e che pensano solamente al lavoro,il proprio,alle pensioni,le loro;

 

-la prima volta che andai a lavorare capendo che i miei quando mi accompagnavano a scuola dopo non andavano a casa a vedersi i cartoni animati e che lavorare è più pesante di andare a scuola;

 

-la prima volta che capi che ero anche un cittadino e che dovevo essere ligio alla Costituzione nei suoi diritti e doveri partendo per il militare;

 

-la prima volta che ti dicono che non sei immortale,come quando mi diagnosticarono un tumore alla gola e che soltanto un’operazione invasiva serviva,laringectomia totale,per continuare a vivere;

 

-la prima volta che mi sono svegliato dopo l’operazione e accanto a me c’erano ancora persone con camici verdi,cappellino e mascherina;

 

-la prima volta che ricominciai a parlare con la nuova voce,voce esofagea,che col passare del tempo fa parte della mia vita dimenticando anche la voce che avevo prima;

 

Tante prime volte che hanno contribuito ad essere l’uomo che sono oggi coi miei pregi e i miei difetti che chi mi sta vicino parenti,colleghi ed amici sanno ma non per questo mi vogliono cambiare forse perché alla fine neanche loro sono perfetti…

 

Finisco questa mia specie di lettera aperta augurandomi per la 48esima volta

 

BUON COMPLEANNO

 

 

 

Noi che…

391565524

Noi laringectomizzati totali cha abbiamo passato in prima persona il calvario che porta dal giorno nefasto della diagnosi fino a oggi che per me sono quasi 7 anni dell’operazione,non sappiamo cosa hanno passato anche loro.
Certamente avranno sofferto e lottato assieme a noi che abbiamo vinto una battaglia contro la “brutta bestia” ma non la guerra perché si ha sempre paura di una recidiva o di un altro tumore ma non per questo deponiamo le armi per sempre,sono chiuse nel nostro cuore pronte per una nuova battaglia se servisse.
Di sicuro il brutto male non si troverà a combattere solo contro di noi perché accanto avremmo i nostri cari e i pochi ma veri amici che abbiamo trovato e troveremo al nostro fianco nel momento della battaglia.