Popolo della Libertà vigilata Da Silviopedia, l’enciclopedia delle libertà

 

 

La creazione del Pdl.jpg

 

Quote rosso1.png I nostri avversari si dicono nuovi, ma sono sempre gli stessi! Io invece cambio il mio aspetto molto spesso… Quote rosso2.png 

~ Il Beneamato Presidente durante la campagna elettorale su chirurgia plastica
Quote rosso1.png Abbiamo vinto?? Abbiamo vinto!? Dai? Sul serio non stai scherzando? WOOOWW,Sò più forte, Walter!! …come avevo predetto. Quote rosso2.png 

~ Sempre lui alla condanna definitiva dell’Italia
Quote rosso1.png Il nuovo partito riassume già nel nome due parole a noi molto care, e cioè… “Il” e “della”! Quote rosso2.png 

Quote rosso1.png O Libertà, quanti delitti si commettono in tuo nome! Quote rosso2.png 

~ qualcuno su PDL
NonNews

NonNotizie contiene diffamazioni e disinformazioni riguardantiIl Popolo della Libertà

 

Un membro del PDL(M) con in mano un elettore

Il Popolo della Libertà (Mia)™, meglio conosciuto comePartito Del Popolo Italiano Della Libertà Del Buongoverno Nazionale Democratico Della Solidarietà Ed Eguaglianza Ma Anche No,o anche come Popolo Della Libertà condizionata o Popolo dei Ladri, è un’utopia politica e culturale, una rinomata loggia massonica proclericale e una divertente barzelletta creata nel febbraio 2008dall’ottavo nano Truffolo. Il Popolo della Libertà di Informazione

Il momento del bacio che ha sancito la nascita del partito unico (notare la mano di Berlusconi un attimo prima di masturbarsi)


Fondazione e storia 

L’innovativa campagna elettorale.

Simbolo del partito.

Il PDL nasce nella vigilia della caduta del governo Prodi per autocombustione. Infatti, i membri dei due partiti che lo crearono, Forza Italia e Alleanza Nazionale, vedendo nascere il Partito Democratico, vennero colti da un’improvvisa e potente ilarità. Un alieno comunista di passaggio, offeso, decise di dare fuoco alle sedi per cancellarli dalla faccia della Terra.

Non funzionò. Per l’elevata temperatura, anziché carbonizzarsi, i due partiti fondettero e si fusero in un unico simbolo. In tutto il pianeta si registrò una scossa sismica di potenza del nono grado dellascala Richter, il cielo si oscurò e le tombe si scoperchiarono. La salma di Enrico Berlingueremise un sonoro e gemebondo lamento.

Subito si pensò a che nome dargli. Gianfranco sulle prime non si dimostrò particolarmente brillante, proponendo “Alleanza Italia” e “Forza Nazionale“. Occorreva infatti un nome che desse un’idea di novità, di fiducia e di libertà[1]. Fu allora che Silvio, che la sa lunga, propose il nome: “Partito delle Libertà Negate“. Ma non andava ancora bene. Infatti, a detta di Fini, l’idea di “partito” era ormai obsoleta e ricordava troppo da vicino l’odiato rivale. Senza contare che il plurale è una forma grammaticale troppo complessa per le tenere menti dei loro elettori. «”Popolo della Libertà Mia“?», propose allora Silvio, dimenticando che per le tenere menti degli elettori la sigla P.D.L.M. era troppo lunga da ricordare.

Si optò così, dopo una lunga serie di tentativi (Popolo Della Libertà IngiustificataPopolo Della Libertà Su CauzionePollo Della Libertà), per dare all’astro nascente il semplice nome Popolo delle Libertà[2]. La creazione del nuovo partito venne ufficializzata con la famosa Dichiarazione del Predellino, per acclamazione e senza tutte quelle inutili perdite di tempo che sono i congressi costituenti.

Caratteristiche 

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NonNotizie contiene diffamazioni e disinformazioni riguardantiIl Popolo della Libertà

Tutti i membri del Popolo Delle Mie Libertà hanno diritto a fare quel cazzo che vogliono senza guardare in faccia a nessuno, tantomeno la Costituzione, pur di conseguire il proprio obiettivo. Un membro del PDL non lascia mai parlare i propri avversari politici, altrimenti rischierebbero di dire la verità[3]. Questa tattica permette il controllo delle menti deboli, ed è stata tramandata ai posteri nientemeno che da Yoda stesso, noto deluso di sinistra.

In questo campo il partito si avvale di valenti esponenti come Stefania Prestigiacomo, sgualdrina di partito, e Pierferdinando Casini, informatore esterno. Il PDL basa la sua attività su sondaggi che esso stesso conduce con amore e dedizione, grazie anche all’aiuto della Nonna.

Requisiti per l’ammissione 

Una foto di gruppo.

Non tutti possono entrare a far parte di questo club d’élite. E ci mancherebbe altro! Per questo il Cavaliere ha ideato duri criteri di selezione per i suoi membri. Se vuoi entrare nel PdL:

  • Devi avere all’attivo almeno tre processi per corruzione, 5 accuse per falso in bilancio e 3 per concorso in ambito di mafia [4];
  • Devi possedere almeno 3 emittenti televisive e 4-5 giornali che facciano tutto quello che tu dici [5];
  • Devi avere il sangue di qualsiasi colore tranne che il rosso: altrimenti significa che sei comunista;
  • Devi avere una parlantina rapida e fluida, anche se priva di senso, in modo da gabbare più facilmente che ti ascolta [6];
  • Devi dire qualsiasi cazzata che ti passi per la testa, per poi smentire tutto, anche se non la contestano;
  • Devi anche crederci, possibilmente;
  • Devi essere pronto a tutto: ad ammazzare qualcuno, ad avere rapporti sessuali, a vendere tua nonna e così via. C’è gente che lo fa, al mondo. Qualcuno, come Emilio Fede, te la consegna pure a casa.

Membri attuali 

Dopo la cacciata delle veline, ecco invece una proposta rivolta alle donne elettrici.

Un tipico elettore entusiasta del PDL in compagnia del proprio idolo. Notare la felicità impressasi nel volto.

Foto di gruppo delle neoelette alla Camera nelle fila del PdL.

Principali oppositori 

Brogli! 

  1. ^ Aridaje… Non senti che musicalità? “Libertà”…
  2. ^ abbreviato in PdL, che può significare anche PdueLoggia
  3. ^ Non sia mai!
  4. ^ Tranquillo, Silvio è pronto ad aiutarti! Nel giro di poco tempo andranno tutti in prescrizione, una legge li renderà irrilevanti o verrai prosciolto (termine, ricordiamolo, ben diverso da “assolto”).
  5. ^ Per gli esordi fattene prestare un paio sul digitale terrestre
  6. ^ Nota bene: i vecchi ignoranti e rimbambiti si gabbano normalmente facilmente

Francesco Storace Da Nonciclopedia, l’enciclopedia che libera la gola e calma la tosse

Quote rosso1.png Una volta Storace mi ha salvato la vita. Dei naziskin mi stavano pestando a sangue, è passato lui e ha detto “ragazzi, può bastare”. Quote rosso2.png 

~ Daniele Luttazzi su Storace
I camerati“A france', di' qualcosa di destra!”
Storace“A froci![1]

Francesco Storace nasce a Cassino durante un’invasione fascista del paese. Verrà fatto prigioniero dai soldati neri, che lo cresceranno nei loro riformatori politici. Tuttora è consigliere del Duce, oltre a fare volantinaggio per il partito unico.

Vita [modifica]

Storace in campagna elettorale

Padre di diverse rivoluzioni, come quella dei mercati generali, la sua carriera politica si concretizzza nel 2000, quando prova ad assaltare lo Stato Pontificio, guidato ancora da Giovanni Paolo II. L’assalto riesce, grazie all’aiuto delle prime intercettazione da lui ideate, che era riuscito a controllare grazie all’aiuto di potenti sistemi come la Rai, la Telecom e i servizi radio. Ad aprile 2000 sale al potere nel Lazio, grazie a un colpo di stato organizzato dalla mafia e dai fascisti. Da qui prova a essere un valido rappresentante della categoria sociale, autorizzando la pena di morte nel suo territorio, e a farsi amici i giornalisti, introducendo l’inutile Ordine dei Giornalisti, nel quale lo Stato li paga per scrivere le loro cazzate. Viene scelto come capo parlamentare, abolendo anche l’ultima parte di sinistra che rimaneva, il Partito Democratico, lasciando l’Italia senza un’opposizione e tenendo solo uno schieramento, quello di estrema destra, che è Fascista. Grazie all’intervento degli inglesi, scesi in Italia per la guerra sullo stretto di Messina, essi dovranno sciogliere il partito fascista, per riformarsi sotto falsa identità in Alleanza Nazionale. In più dovrà riapprovare l’opposizione, i comunisti, al Parlamento. Invano cercherà di mettere anche una tassa su coloro che possedevano i blog nel Web, ma per fortuna non è passata. Riesce a entrare nel sistema antimafiacome spia degli stessi mafiosi, e ai più ricercati di loro permette di lasciare l’Italia per andare inAmerica. Provera a essere assessore alla cultura con Vittorio Sgarbi, ma la cosa non durerà più di una settimana, visto che Storace rifiutava l’idea di essere Fascista. Perderà il suo comando sul Lazio, grazie a un colpo di Stato Comunista comandato da Piero MarrazzoBerlusconi, per non farlo triste, decide allora di affidargli il Ministero della Sanità. È lui il principale responsabile dei disagi dell’Umberto I e dei vari scandali negli ospedali. Viene arrestato, poiché viene a galla il suo spionaggio agli avversari elettorali per le Elezioni 2006. In tutto questo aveva l’appoggio completo del Comune di Roma, che lieta gli ha mostrato l’anagrafe di tutti noi cittadini romani. Gli avversari che tentava spiare erano Alessandra Mussolini, ala Fascista che stranamente si è distaccata da Storace, e Marrazzo, che è il comunista di turno. Tali accuse lo porteranno a lasciare il potere, per andare in carcere fino al 2007. Prova a ritornare in politica sotto le vesti di Senatore. La sua proposta più importante è di dare due stampelle a Rita Levi Montalcini. Ora si è staccato d’Alleanza Nazionale per creare un altro partito minore che è La Destra.

Sue imprese [modifica]

Conduce una guerra nel partito di Alleanza Nazionale, per essere il capo con Gianfranco Fini, da Storace ritenuto un’essere vicino al bamboccione di Padoa-Schioppa. Infatti Fini, era un semi-pacifista, mentre Storace aveva intenzione di riaprire i centri di sterminio, di cui la maggioranza si dovevano trovare in Israele sotto il controllo di islamici con ideale nazista, e poi aveva il sogno di controllare l’Europa. In più Storace aveva l’intenzione di creare la Guerra dei Cloni, sperimentando sui geni umani. Entra perfino in guerra con la fazione di Gianni Alemanno, che è la stessa sua, per il controllo sulla città di Roma che tanto gli ha dato, venendo brutalmente sconfitto, è costretto a creare un circolo intellettuale, D-Destra, di cui il massimo esponente è Giacomo Leopardi. Il 30 maggio 2007, dichiara guerra ad Alleanza Nazionale, venendo sconfitto grazie all’appoggio avversario di Silvio Berlusconi, e alle sue emittenti TV, La7 e Mediaset, che lo hanno sputtanato di brutto. Rimasto orfano di ogni ideale, crea un un trio, lui, Tedoro Buontempo e Daniela Santanchè, un nuovo circolo culturale destinato agli anziani fascisti, La Destra.

Il Laziogate [modifica]

Uno dei tanti manifesti che incitano a votare La Destra.

Questo è il modo in cui la procura, dopo anni, ha deciso di chiamare le intercettazioni politiche di Storace. Ad aiutarlo in queste intercettazioni, ci saranno non solo le emmittenti telefoniche, ma anche diversi mebri del circolo culturale fascista. Infatti c’erano le seguenti classi sociali ad appoggiarlo:

Note [modifica]

Voci correlate [modifica]