“Progetto interno voce”

“Progetto interno voce” nasce da una proposta di alcuni pazienti oncologici operati di tumore alla laringe che hanno fatto un percorso di riabilitazione presso il servizio di logopedia dell’ospedale Sandro Pertini di Roma. Il laboratorio teatrale e formato da pazienti, familiari e operatori sanitari e si propone di realizzare uno spettacolo finale.
Partecipanti: Federico, operato di laringectomia parziale e sua moglie Luisella, Maurizio operato di laringectomia totale e sua moglie Antonella, Renzo operato di laringectomia parziale e sua moglie Laura, Bruno e Franca operati di laringectomia totale, Gabriella e Laura logopediste.
La regia è di Antonello Belli, la cura dei suoni è affidata alla cantante/musicista Lea Machado, le performance vocali sono dell’attrice/cantante Laura Pierantoni, le riprese video e il montaggio delle immagini sono di Elvio Fontana.
Il progetto è sostenuto dal’ AILAR (associazione italiana laringectomizzati) di Roma, dall’associazione Spazio Tempo per la Solidarietà e dalla associazione Onda Armonica.
Il progetto è nato a marzo del 2013 e il laboratorio teatrale è ancora in corso. Si prevede di realizzare lo spettacolo a marzo del 2014

OLFATTO E ‘UN ​​PIACERE

Abbiamo parlato diverse volte l’importanza dell’olfatto per recuperare il più possibile. E ‘ben noto che non avendo vie aeree attraverso il naso è molto difficile da catturare odori come prima laringectomia, ma questo non significa che dobbiamo dimenticare questo senso, anche se non il più importante, è il nostro e non abbiamo alcun motivo per lasciare a causa di perdere non vede abbastanza. Noi tendono a non preoccuparsi, e davvero se confrontato con altre esigenze è così, ma quando le altre esigenze e coprirà a un certo punto hanno a che fare con questi meno importanti.

Il nostro amico e collega Pep laryngectomee Maria Miro, ha scritto alcuni articoli su di esso che possiamo utilizzare per ricordare passare attraverso il suo blog ( http://bitacora.mirollull.com/ ). Alla ricerca di qualche troverà immediatamente. Così qui voglio solo fare un breve riferimento come un promemoria, dando una spinta al recupero di questo.

Parlerò solo anno, molto semplice ma molto efficace, per raggiungere questo obiettivo. Ho accompagnato da alcune immagini che spiego molto bene quello che sono. Uno di loro è incoraggiata, alla fine, e ci aiuterà a capire più esercizio fisico.

Soffietto Esso consiste sostanzialmente in una sorta di soffietti con la bocca la mascella chiusa spostamento dal basso verso l’alto e viceversa. Un altro modo per capirlo è anche fare uno sbadiglio falso con la bocca chiusa. Il risultato è lo stesso. La forza delle lame soffietto che facciamo con il movimento del mento. Bocca Creare un gap verso il basso, un vuoto all’interno della bocca chiusa si riempie di aria che entra nelle narici. Che corre l’aria nella zona delle ghiandole olfattive e stimolano il senso dell’olfatto. E ‘così semplice.

Se facciamo l’intero esercizio può essere raggiunto Oler.jpg fare la stessa cosa con altri prodotti collegati al naso gli odori, chiunque può affermare, anche se in un primo momento sono un po ‘meglio forte e ben definita. Perfettamente noteranno la differenza tra loro. Alcuni più di altri, ma nel tempo può aumentare gradualmente la gamma di odori percepiti chiaramente.

Un modo molto semplice per completare questo esercizio Snapshot (3) è quello di portare uno specchio per il suo naso mentre fa le aspirazioni e le esalazioni, meglio che copre uno dei fori alternativamente, e lasciando l’aria segnalerà nebbia sullo specchio, il molto debole prima, ma con la pratica si farà sempre più grande. Serve anche un bicchiere scintillante o metallo. Non aiuta l’odore, ma per rendersi conto del potere che acquisiamo. Un cerchio di nebbia più forza e fluidità di aria passa attraverso le nostre narici.

E questo è tutto. Come avete visto molto facile, semplice e pratico. Spero vi sia utile.

Artificial Yawn

Soffietti effetto o finto sbadiglio

fonte

Parlare dopo la laringectomia totale

 

La laringectomia totale è un intervento chirurgico molto importante che modifica radicalmente la vita di una persona.
Subito dopo l’intervento ci sono i problemi immediati: il dolore, eventuali difficoltà respiratorie, e anche fastidi banali come il non riuscire a soffiare il naso. Tutti problemi che con l’aiuto dei medici e del personale del reparto si superano.
Quando si esce dall’ospedale e si inizia a vivere nella propria abitazione tutto cambia. E’ questo un momento che necessita di una notevole forza di volontà. Non ci sarà più il campanello per chiamare l’infermiere, occorrerà andare avanti da soli. Se si ha la fortuna di avere il coniuge al proprio fianco sarà un notevole vantaggio.

Il primo problema sarà recuperare la voce.

Parlare senza laringe è possibile.

Normalmente prima dell’intervento chirurgico si spiega con calma al paziente che cosa succederà dopo l’asportazione della laringe e come sarà la vita con uno stoma permanente.
Ora è il momento di mettere in pratica quanto è stato detto.
E’ stato spiegato che quando espiriamo (cioè quando facciamo uscire l’aria) questa passa attraverso la laringe e le corde vocali producono un suono. Questo suono viene articolato in fonemi. Dalla loro successione abbiamo le parole e le frasi.
Senza laringe l’aria espirata dai polmoni non produce suono.
L’alternativa è la voce esofagea.
Si dovrà “mangiare” l’aria. Si dovrà imparare ad immagazzinare aria nell’esofago e nello stomaco e questa dovrà essere emessa come se si dovesse eruttare. Con la volontà sarà possibile provocare un restringimento dello sfintere esofageo superiore. Questo punto viene anche chiamato neoglottide. Lì si genererà un suono. E’ possibile controllare questi suoni in intensità e durata ed è pure possibile articolare i suoni in modo da trasformarli in vocali e consonanti.

Parlare dopo la laringectomia è un obiettivo raggiungibile per molti .
Farlo da soli non è facile. La soluzione migliore è seguire un corso di rieducazione alla parola per laringectomizzati.
L’importante è non perdersi d’animo e convincersi che parlare di nuovo è possibile. Ovviamente non si potrà imparare a parlare in pochi giorni. Si dovrà armarsi di pazienza e insistere fino a quando non si arriverà ad un’emissione di frasi soddisfacente.

http://www.carlogovoni.it/

Laringectomia totale: cos’è e cosa comporta

L’intervento di laringectomia totale consiste nella demolizione delle strutture laringee, cui consegue una netta separazione tra le vie aeree e le vie digestive; la trachea viene infatti direttamente collegata all’esterno con un tracheostoma permanente.

 

Non di rado questo intervento coinvolge anche altre strutture adiacenti, come la base linguale, l’ipofaringe e, quando è necessario uno svuotamento linfonodale laterocervicale, il collo.

La laringectomia totale è un intervento altamente invalidante: la principale funzione che viene persa è quella vocale, ma non è l’unica.
La laringe, infatti, svolge molteplici funzioni.
Vediamo quali.

Funzione protettiva: normalmente quando mangiamo la laringe protegge dall’aspirazione del cibo e, attraverso la tosse, elimina eventuali corpi estraneiche altrimenti raggiungerebbero le vie aeree inferiori. A seguito di un intervento di laringectomia totale, però, l’aria entra ed esce dallo stoma, quindi questa funzione viene persa.

Funzione respiratoria: la laringectomia totale implica che l’aria non venga più inspirata tramite il naso, ma direttamente tramite lo stoma; ciò significa che non sarà nè riscaldata, nè filtrata, nè umidificata. Va inoltre considerato che nel postoperatorio il paziente deve portare la cannula tracheale.

Funzione fonatoria: in mancanza delle corde vocali, il paziente sarà completamente afono.

Funzione olfattiva: questo intervento determina anche anosmia, ossia l’impossibilità di sentire gli odori, proprio perchè l’aria non passa più attraverso le narici, dove sono situati i recettori olfattivi.

Funzione emotiva: grazie alle corde vocali è possibile piangere, ridere, urlare…L’impatto psicologico di un intervento come la laringectomia totale, quindi, non deve mai essere trascurato, perchè il paziente vede improvvisamente alterarsi tutta la sua vita psico-affettiva e relazionale.

Funzione di fissazione: anche se non sempre ne siamo consapevoli, la laringe ci aiuta in molti momenti, ad esempio durante il sollevamento di qualcosa di pesante, la minzione e il vomito. Anche la capacità di apnea, quindi, viene alterata dalla demolizione di queste strutture.

http://www.lalogopedista.com/l

parlo ancora…per uscire dal silenzio…

La Storia

LA STORIA E LA MISSIONE

 

Il recupero della parola dopo laringectomia totale è uno degli obiettivi più importanti nella riabilitazione dei pazienti sottoposti a questa grave mutilazione. Le funzioni perse o modificate sono varie: la funzione sfinterica, l’olfatto e il gusto, la respirazione nasale e orale e soprattutto la voce e la parola.

Le modalità di recupero vocale sono varie e forse la più fisiologica e completa è quella erigmofonica. Nella riabilitazione è essenziale l’intervento dei maestri rieducatori, supportati da logopedisti e foniatri, che dovrebbero seguire precisi protocolli riabilitativi finalizzati a facilitare l’apprendimento e il miglioramento di una buona tecnica. Le caratteristiche di una buona voce esofagea sono: assenza di rumore durante il rifornimento d’aria in esofago, assenza di soffio d’aria dal tracheostoma, assenza di prolungati intervalli di tempo tra rifornimento d’aria e produzione di voce, intensità sonora e tempo fonatorio adeguati, eloquio fluente senza interruzioni evidenti, timbro vocale gradevole e costante, buona pronuncia, ritmo adeguato, espressività, modulazione, assenza di fatica. Diverse sono le tecniche utilizzate per ottenere una voce esofagea

Scopo di questo sito è quello di far conoscere, attraverso video, endoscopie, studi radiologici, analisi elettroacustiche, un nuovo metodo didattico, volto a ottenere tutti i requisiti precedentemente elencati, denominato “metodo della pompa velo-faringea”. Vengono illustrate le basi anatomo-fisiologiche e i diversi step attraverso i quali si sviluppa l’iter riabilitativo secondo questo metodo (vedi sezioni in “percorso riabilitativo).

Uno dei punti cardine è l’apprendimento di una pompa ciclica iniettivo-eiettiva che permette di automatizzare il processo di immissione di aria e di emissione sonora, di mantenere elastiche le strutture muscolari e la mucosa anche durante e dopo le terapie radianti, di ottenere un maggior controllo del flusso aereo esofageo durante l’emissione sonora e della qualità risonanziale della voce. Altro elemento importante di questo metodo è costituito da una diversa concezione, rispetto agli altri metodi, della concordanza tra respirazione ed emissione sonora e dalla ricerca di un buon controllo del vocal tract, per migliorare la qualità del suono, la pronuncia e la gestione della riserva aerea e per caratterizzare maggiormente la virilità o la femminilità della voce.

 ferri

Emma Rita Ferri è stata operata di laringectomia totale presso l’Ospedale di Desio dal Dott. Nicoletti e dalla sua equipe nel gennaio del 2000. Dopo aver frequentato diversi centri riabilitativi per il recupero della parola, ha scoperto con un certo sgomento che i metodi rieducativi standard utilizzati non potevano aiutarla. Nonostante tutto non si è arresa e si è impegnata per cercare un’alternativa più efficace per se stessa.

 

piccioneDal 2003 ha iniziato ad applicare il suo nuovo metodo su altri pazienti laringectomizzati e il proprio personale successo sta nell’aver ideato e applicato un esercizio semplice e di facile apprendimento, in principio chiamato “verso del piccione”, per il caratteristico suono prodotto durante la sua esecuzione, che richiama il tubare del piccione. Sin dall’inizio della sua pratica didattica ha messo a punto una serie di esercizi preparatori che sono stati a tal punto apprezzati da essere stati inseriti in diverse guide pratiche pubblicate con l’approvazione del Ministero della Salute.

 

 

 

Nel corso della sua decennale esperienza come rieducatrice presso l’Ospedale “Mandic” di Merate (Lecco), ha potuto approfondire le sue conoscenze e affinare la sua tecnica riabilitativa.

 

paolillo

Dal 2008, dopo l’arrivo del Dott. Nico Paolo Paolillo presso l’unità operativa ORL dell’Ospedale di Merate, sono state eseguite molteplici indagini endoscopiche, radiologiche, elettroacustiche sulla Sig.ra Ferri e su molti dei suoi allievi, con ulteriori approfondimenti e miglioramenti del nuovo metodo dal punto di vista scientifico e pratico.

Quindi, dopo poco tempo, il metodo ha varcato le soglie dei confini meratesi, arrivando ad essere conosciuto in ambito nazionale e internazionale con riscontro di unanime consenso e apprezzamento da parte della comunità scientifica nazionale e internazionale.

Dopo questo ulteriore successo si è reso necessario attribuire una precisa identità scientifica al percorso riabilitativo attribuendo a esso il nome di “Metodo della Pompa Velo-Faringea”.

 

ospedaleSino ad oggi numerosi sono stati i pazienti, provenienti da tutta Italia, riabilitati con successo presso l’Ospedale Mandic di Merate, tanto che alcuni di loro sono divenuti maestri riabilitatori con questo nuovo metodo (vedi statistiche)

Nella presente guida non verrà fatto cenno sui metodi riabilitativi classici, ma verrà trattato e approfondito unicamente il metodo della “Pompa velo-faringea”.

Nell’esperienza maturata in questi anni si è evidenziato che ogni paziente è un caso a se. I percorsi riabilitativi variano a seconda del tipo di intervento, della predisposizione personale del paziente, delle nuove e molto variabili condizioni anatomiche, delle patologie concomitanti, degli eventuali cicli di radioterapia e/o chemioterapia ai quali i pazienti possono essere sottoposti.

È consigliabile iniziare il percorso riabilitativo subito dopo la dimissione, senza soluzione di continuo fra ricovero e post-ricovero, anche durante il periodo di radio e/o chemioterapia, per facilitare il buon esito nel recupero della parola. Spesso la continuità nell’assistenza può stimolare il paziente aiutandolo a recepire meglio e con più entusiasmo gli insegnamenti teorici e pratici. A tal fine è indispensabile che l’equipe specialistica, costituita da medici ORL/Foniatri, riabilitatori, logopedisti, infermieri, aiuti il paziente a comprendere questi principi sin dal momento della prima diagnosi.

http://www.parloancora.it/

Tracheostomie e tracheostomizzati – VI parte – CAMBIO CANNULA DI ROUTINE

CAMBIO CANNULA DI ROUTINE

 

Sostituzione della cannula

Si raccomanda di non sostituire la cannula prima di 4 giorni dal suo posizionamento.

In caso di necessità di sostituzione entro la prima settimana, è consigliato utilizzare un catetere da aspirazione di calibro adeguato rispetto alla cannula come guida per l’introduzione della nuova cannula per ridurre le percentuali di insuccesso alla reincannulazione legate al rimodellamento immediato dei tessuti.

 

Il cambio cannula in ORL, nel paziente sottoposto ad intervento di laringectomia totale viene fatto con  cannule di metallo quotidianamente.

Si consideri che il paziente nel primo post operatorio viene trasferito presso il reparto di rianimazione con a dimora SNG e una cannula tipo TracheoSoft (per eventuale utilizzo di O2 terapia e/o ventilazione meccanica) e ritornerà in reparto solo il giorno successivo.

Il SNG verrà mantenuto per circa  10 gg fino alla completa cicatrizzazione della ferita in particolare dell’esofago cervicale.

 

Di norma il cambio cannula viene effettuato in ambulatorio.

 

Materiale occorrente:

·         Telino non sterile per proteggere il paziente

·         Copricamici per medico ed infermiere

·         Fascetta o longhetta di garza

·         Garza in rotolo 7 x 10

·         Cerotto in seta o carta

·         Bavaglino copri cannula

·         Disinfettanti

·         Garze bagnate per pulizia dello stoma

·         Guanti in lattice o in vinile

·         Carrello di medicazione in campo sterile contenente garze, batuffoli, set di ferri chirurgici

·         Aspiratore rigido, di plastica o metallo

·         Soluzione Fisiologica per lavaggio dell’aspiratore

·         Cannula assemblata e pronta all’introduzione

·         Lubrificante.

 

 

 

 

 

 

Nursing:

 

La medicazione ed il cambio cannula è giornaliero (salvo complicanze, vedi presenza di fistole esofago cutanee che necessitano di medicazioni più frequenti).

Il paziente viene smedicato e viene rimossa la cannula a dimora.

Il tracheostoma viene pulito con garze sterili imbevute di fisiologica. I punti di sutura invece vengono disinfettati con soluzioni a base di cloro o acqua ossigenata.

La ferita viene poi coperta e si esegue una fasciatura compressiva a livello del lembo cutaneo (eseguito per la laringectomia totale ed eventuali svuotamenti latero-cercicali associati) .

Ultimata la fascitura compressiva viene messa a dimora la nuova cannula sterile.

Ad ogni medicazione verrà sostituita la cannula tracheostomica che sarà del calibro 12 mm x 80/85/90 mm, a seconda delle caratteristiche del  tracheostoma e della struttura del collo del paziente.

La lunghezza della cannula verrà alternata  giorno per giorno per evitare possibili lesioni da decubito.

La fasciatura compressiva ha lo scopo di favorire l’accollamento dei tessuti ed evitare la formazione di fistole e verrà mantenuta per 10/12 giorni.

Vengono controllati i drenaggi in aspirazione che di solito si rimuoveranno  in seconda – terza giornata..

Il drenaggio viene svuotato quotidianamente e la quantità di siero contenuta viene registrata nella cartella infermieristica del paziente.

Nelle prime giornate del post operatorio, il paziente avrà una abbondante   secrezione bronchiale che potrà ostruire il lume della cannula.

In questo caso è necessario eseguire l’aspirazione al bisogno delle secrezioni ed eventualmente si potrà estrarre la controcannula che verrà pulita e rimessa in sito.

Se tutto procede senza complicanze verso il 10/12 giorno si procede alla rimozione del SNG previa prova dell’acqua per valutare l’eventuale presenza di fistole esofago-cutanee e controllare la normale funzione del riflesso di deglutizione.

Doppo 1-2 giorni inizierà una alimentazione graduale per os.

 

 

Pulizia del materiale e riordino

Mettere la  cannula metallica in ammollo per circa 10 minuti con acqua calda e detergente disinfettante (a base di enzimi) o acqua ossigenata. Procedere poi alla pulizia con uno scovolino di nylon per  il lume interno della cannula.

Lasciare asciugare ed infine porre negli appositi sacchetti per la sterilizzazione in autoclave. 

Sorveglianza e procedure per le cure della stomia

Nella cura quotidiana della tracheostomia vanno considerati i seguenti fattori:

Posizione corretta della cannula con riferimento alla trazione esercitata dai raccordi del ventilatore ed alle manovre di mobilizzazione del paziente per evitare il dislocamento della stessa.

Una cannula tracheostomica di calibro adeguato deve essere immediatamente disponibile al letto del paziente.

 


 

 

 

Pervietà della cannula.

 

— Umidificazione:

 

i gas medicali vengono erogati direttamente in trachea, bypassando le vie aeree

superiori creando i presupposti per un rapido danneggiamento dell’equilibrio idrodinamico della mucosa tracheale. Il normale strato mucoso umido diventa secco e vischioso e provoca un aumento delle secrezioni e l’ostruzione delle vie aeree. La funzione ciliare viene rapidamente compromessa, inibendo il normale movimento in senso cefalico dello strato mucoso riducendo la depurazione batterica con comparsa di atelectasie e maggiore incidenza di fenomeni infettivi. Occorre quindi prestare massima attenzione a che siano messi in atto tutti quei presidi in grado di svolgere le funzioni normalmente deputate alla mucosa nasale (umidificatori e nebulizzatori).

 

 

La broncoaspirazione; solo in caso di necessità eseguita in assolutà sterilità con sondini di calibro adeguato (inferiore alla metà del diametro del tubo) e non oltrepassando la lunghezza della cannula.

 

 

Essendo una manovra irritativa e traumatica per

 

la mucosa la nostra esperienza e va pertanto eseguita solo in caso di necessità;

 

 

 

 

Integrità della cuffia.

 

— Una volta inserita la cannula è importante la monitorizzazione della pressione della cuffia. La sovrapressione favorisce la comparsa di sofferenza ischemica della mucosa tracheale con possibile necrosi. La pressione capillare dei vasi della mucosa tracheale è compresa normalmente tra i 20-25 mmHg: scopo della

 

sorveglianza infermieristica è il mantenimento di pressioni di gonfiaggio della cuffia inferiori ai 20 cmH2O.

Le problematiche legate a sottopressioni della cuffia sono più facilmente valutabili in quanto vanno a ridurre la tenuta della via aerea definitiva. È possibile valutare queste problematiche in maniera immediata tramite l’ascolto di rumori respiratori caratteristici.

Tecnicamente un ausilio fondamentale è determinato dalla considerazione delle

discrepanze tra i volumi inspiratori ed espiratori registrati al ventilatore.

 

 

 

 

Infiammazione del tracheostoma.

 

— La valutazione della stomia, effettuata con scadenza giornaliera permette di valutare la situazione locale dello stoma con la possibilità di prevenire, tramite una disinfezione ed una detersione adeguate, le complicanze infettive. La presenza di un cercine infiammatorio o con connotazioni purulente rappresenta

 

indicazione all’esecuzione di tampone cutaneo, correlata a tamponi colturali

delle vie aeree superiori. La presenza di segni di infezione sistemica (leucocitosi, febbre, interessamento organico, ecc.) dovrebbe portare al completamento delle indagini con esami colturali delle vie aeree inferiori (BAL)

 

Complicazioni nella tracheotomia

 

Stenosi tracheale: tessuto cicatriziale a lato della cannula tracheostomica, spesso causata da un’eccesivo gonfiaggio della cuffia.

Fistola transesofageatracheale: una connessione anormale  tra  la trachea e l’esofago .

Granuloma (molto comune): una crescita del tessuto infiammatorio, che è causata dall’irritazione della mucosa dalla presenza estranea della cannula 

Infezioni

Tracheiti

 

Sanguinamento

   La valutazione immediata nel perioperatorio e la valutazione quotidiana devono mirare alla precoce identificazione di eventuali sanguinamenti dello stoma al fine di poter eseguire medicazione compressiva considerando l’eventualità di una revisione chirurgica dello stoma.

   Ammontare di tanti piccoli sanguinamenti (mucosa rosa o rossa) spesso come risultato di broncoasprazioni di routine. Questo sanguinamento puo’ essere gestito con l’osservazione attenta e continua .

Irritazione del tessuto delicato intorno allo stoma

Insufficiente umidificazione dell’aria

Molto frequentemente, profonda o eccessiva broncoaspirazione

Pressione eccessiva del broncoaspiratore (Pressione dell’aspiratore deve essere di 100-120mm Hg)

Infezioni

Trauma della trachea

Tosse eccessiva

 

Osservazione del paziente tracheostomizzato   

Rilevazione della frequenza respiratoria 

Monitoraggio della frequenza cardiaca e della  pressione arteriosa.

Rilevazione della saturazione arteriosa dell’ossigeno

Emogasanalisi

Broncospasmo,stridore della cannula 

Cianosi o marezzatura cutanea. 

Ipossiemia, aritmie

Agitazione,ansia,confusione mentale

Utilizzo della muscolatura accessoria durante la respirazione

Vasocostrizione periferica

Astenia, apatia,sopore.

Eventuale ostruzione  per secrezioni,cannula inappropriata o dislocazione della stessa.

Enfisema sottocutaneo e mediastinico pneumotorace.

— Nell’ambito della valutazione infermieristica la presenza di enfisema sottocutaneo al collo o di crepitii sottocutanei peristoma sono indicazioni per una immediata valutazione radiografica di eventuale pneumotorace o pneumomediastino.

Devono essere tenute in considerazioni eventuali contaminazioni batteriche

da parte di una flora anaerobia con produzione di gas nelle zone sottocutanee legate normalmente a cellulite batterica.

Emorragia (sanguinamento)

Atelettasia polmonare

Infezioni tracheo bronchiali

Aspirazione di secrezioni o contenuto gastrico

http://infermierincontatto.beepworld.it/tracheostomia.htm

 

 

Tracheostomie e tracheostomizzati – V parte – MEDICAZIONE

 

 

Dopo l’esecuzione della tracheostomia viene eseguita la medicazione della stomia con tecnica sterile.

 

I detergenti ed i disinfettanti usati a questo scopo sono solitamente:

Clorexidina alcoolica

Iodopovidone

REQUISITI FONDAMENTALI DEI DISINFETTANTI

Ampio spettro d’azione

Efficacia contro i microrganismi patogeni

Assenza di effetti dannosi per il materiale trattato e per il personale

Facilita’ di impiego

Basso costo

SOSTITUZIONE DELLA MEDICAZIONE

Se il paziente e’ in grado di collaborare, spiegare la procedura

Predisporre il materiale

Lavarsi le mani

Indossare i guanti ed evitare le contaminazioni

Rimuovere la medicazione sporca

Disinfettare intorno alla cannula con cura rimuovendo le secrezioni presenti

Applicare la nuova medicazione  avendo cura di mantenerne la sterilita’

Sostituire la fettuccia di fissaggio della cannula

Riordinare, smaltire il materiale utilizzato e lavarsi le mani

 

Rinnovare la medicazione ogni qualvolta ce ne sia bisogno

http://infermierincontatto.beepworld.it/tracheostomia.htm