Cavo Orale Faringe Laringe

Fattori di rischio

Cavo orale, Faringe e Laringe

Il fumo rappresenta di gran lunga la causa principale dei tumori maligni della testa e del collo nei paesi sviluppati. La Tabella 2, tratta da una serie di studi caso-controllo condotti in Italia, indica che negli uomini circa l’80% dei tumori maligni del cavo orale, faringe e laringe è attribuibile al fumo di tabacco e sarebbe evitabile in assenza di questa abitudine. Nelle donne questa quota è più bassa (42%) per il carcinoma del cavo orale e faringe a causa della più rara co-presenza di consumi molto elevati di tabacco ed alcolici nel sesso femminile.

Tabella 2. Percentuale di tumori maligni del cavo orale, faringe e laringe attribuibili a fumo, alcool e scarso consumo di verdura e frutta in Italia (1)

Fattore
Cavo orale e faringe
Laringe
Uomini
Donne
Uomini
Donne
FUmo
87%
42%
77%
83%
Alcool
62%
16%
25%
28%
Scarso consumo di verdura e frutta
25%
17%
18%
15%
Tutti e tre
91%
51%
86%
86%

(1) La somma delle percentuali è superiore a 100 perché i fattori sovraelencati si potenziano reciprocamente (cioè, l’eliminazione di uno influenza l’impatto degli altri).

Il rischio di sviluppare uno di questi tumori maligni in soggetti che fumano meno di 15 sigarette al giorno è di 3-4 volte aumentato rispetto ai non fumatori mentre per livelli di fumo maggiori sale a 9-10 volte. Tale rischio, tuttavia, declina sostanzialmente circa dieci anni dopo la cessazione del fumo. Per i tumori maligni del cavo orale l’associazione è forte oltre che con il consumo di sigarette, con l’uso di pipa e sigari, nonché nelle aree dell’Asia dove quest’abitudine è diffusa, con la masticazione di betel.

Dopo il tabacco, il secondo responsabile delle neoplasie della testa e del collo è il consumo elevato di bevande alcoliche. Si tratta, tuttavia, di un’associazione più complessa di quella con il fumo e più rilevante per cavo orale e faringe che per laringe (percentuale di tumori maligni attribuibile al consumo di alcool negli uomini 62% e 25%, rispettivamente, Tabella 2). L’aumento di rischio nei forti bevitori (più di 8 bicchieri al giorno) è di 2-3 volte per la laringe, ma di 3-5 per cavo orale e faringe. Soprattutto, per cavo orale e faringe si verifica, più che per laringe, un’interazione moltiplicativa tra fumo e alcool, che porta nei soggetti che fumano e bevono a rischi relativi elevatissimi (50-100). Anche se i tumori maligni della testa e del collo in soggetti che non hanno mai fumato sono molto rari, aumenti moderati di rischio sono stati dimostrati anche in forti bevitori non fumatori. Inoltre, il rischio di tumore è proporzionale alla quantità di etanolo assunta e non dipende dal tipo di bevanda alcolica (vino, birra o super alcolici) consumata in prevalenza.

Molte indagini epidemiologiche, comprese alcune condotte in Italia, hanno dimostrato che un’alimentazione poco equilibrata e, soprattutto, povera di verdura e frutta contribuisce sostanzialmente ad aumentare la probabilità di insorgenza di un tumore maligno della testa e del collo (quota attribuita circa 15-20% in entrambi i sessi, Tabella 2). È evidente che l’epitelio delle alte vie digerenti e respiratorie è tra i più vulnerabili a deficit non ancora ben precisati nell’apporto di varie sostanze anti-ossidanti. Questa circostanza è molto frequente nei forti bevitori per i quali un quarto o un terzo delle calorie quotidiane deriva dall’alcool. Mentre è ben dimostrato l’effetto favorevole di un consumo abitualmente elevato (>3-4 porzioni al giorno) di verdura e frutta, è ancora in corso lo studio di agenti chemopreventivi specifici (es. betacarotene) capaci anche di far regredire lesioni preneoplastiche.

Un altro fattore di rischio per i tumori maligni della testa e del collo è la bassa classe socio-economica di appartenenza, soprattutto per il tumore maligno del cavo orale. Inoltre, è allo studio la possibilità che virus, soprattutto alcuni tipi di papillomavirus umano, possano anche giocare un ruolo importante.

Infine, una caratteristica peculiare dei carcinomi della testa e del collo è la tendenza ad essere accompagnati (5-10% dei casi) o seguiti (10-20% dei casi entro 5 anni) da un altro carcinoma a carico della stessa regione o dell’esofago e del polmone. L’alta frequenza di tumori multipli si spiega con la persistente influenza dei fattori di rischio coinvolti (soprattutto del fumo) a livello di ampie aree degli epiteli delle alte vie digerenti e del tratto respiratorio che hanno subito già le prime trasformazioni preneoplastiche (cosiddetta field cancerization).

Rinofaringe e Ghiandole Salivari

I carcinomi della rinofaringe sono rari eccetto che in alcune popolazioni ben definite quali Cinesi, Eschimesi, Filippini e abitanti di alcune aree del Nord Africa. Nella aree ad alto rischio, questo tumore mostra alcune differenze epidemiologiche rispetto agli altri tumori maligni della testa e del collo: minor eccesso negli uomini rispetto alle donne, presenza di un picco nell’adolescenza, associazione con il fumo più modesta. I fattori più importanti nell’insorgenza del carcinoma della rinofaringe sembrano il virus di Epstein-Barr (EBV) ed alcune abitudini alimentari (soprattutto il consumo, fin dalla più tenera età, di pesce ed altri cibi in salamoia). Sui fattori di rischio del carcinoma della rinofaringe in paesi come l’Italia non si sa praticamente nulla.

Anche riguardo all’eziologia dei rari tumori maligni delle ghiandole salivari, le conoscenze sono scarsissime. Fumo ed alcool non sembrano importanti, mentre si è ipotizzato un ruolo dell’EBV. Sia per i tumori maligni della rinofaringe che delle ghiandole salivari sono state riportate aggregazioni familiari di natura non chiarita.

Cavità Nasali e Paranasali

Tassi di incidenza di neoplasie in queste sedi significativamente elevati in confronto alla popolazione generale sono stati riscontrati in lavoratori esposti all’inalazione di polveri di legno e di cuoio. In particolare, per l’adenocarcinoma i valori sono così elevati da avere fatto classificare le professioni che comportano tali inalazioni come esposte a rischio diretto di contrarre la malattia.