Cecchini colora acqua di una fontana 05 maggio 2011 14:26

Nuova azione futurista dell’ artista metropolitano Graziano Cecchini. Stamani ha dipinto di bianco,rosso e verde l’acqua della Fontana delle Naiadi a Piazza della Repubblica a Roma. Cecchini ha svuotato nella grande vasca della fontana, realizzata da Mario Rutelli, bisnonno di Francesco, tre boccette di colore. 

Cecchini e’ famoso per avere colorato l’acqua della celebre Fontana di Trevi di rosso. La prima azione fu nel 2007 quando l’acqua di tutta la vasca della Fontana della piazza romana diventò rossa. Una nuova azione ci fu poi nel 2010 ma in quel caso Cecchini riusci’ a colorare solo una parte dell’acqua perché fu fermato dai vigili urbani. Altra azione celebre fu la cascata di 500 palline di plastica colorate fatte rotolare per la scalinata di Trinita’ dei Monti e che si riversarono su Piazza di Spagna. Per questa performance Cecchini fu condannato ad otto mesi di reclusione. 

Graziano Cecchini è stato bloccato da alcuni agenti del commissariato Viminale mentre ancora versava colore nella fontana. Successivamente e’ stato portato negli uffici della Questura di Roma. ”L’Italia e Roma sono abbandonate a se’ stesse, sono in mano a boiardi, bisogna andare oltre i partiti”, ha urlato Cecchini mentre lo portavano via.

Oncologia: l’effetto placebo dell’arte

Non contiene alcun principio attivo ma ha un effetto benefico sulle persone malate e, un progetto internazionale da poco anche in Italia, sta per la prima volta tentando di misurarlo: e’ l’arte, sotto forma di fotografie paesaggistiche o opere pittoriche dei grandi maestri. Secondo i dati raccolti da un indagine condotta in tre centri ospedalieri italiani, i pazienti dei reparti di oncologia, vedendo arricchito l’ambiente in cui sono ricoverati, dimostrano un accresciuto senso di fiducia verso la propria condizione e la vita in generale.  “Ci rendiamo conto sempre più spesso che i pazienti che soggiornano negli ospedali hanno uno stato di depressione psicoemotiva che, oltre ad essere dettato dalla malattia, è anche determinato dagli ambienti che li circondano” ha dichiarato Francesco Di Costanzo Direttore dell’Oncologia medica di Careggi a margine del Convegno ‘Oltre le cure tradizionali…L’arte come terapia’. “Quando questi sono particolarmente confortevoli i pazienti, come è emerso dalla ricerca, sono più sereni e seguono meglio le indicazioni terapeutiche. L’oncologo – ha concluso Di Costanzo – deve quindi prestare sempre maggiore attenzione a ciò che può influire positivamente sulle emozioni dei pazienti”.  Lo studio, svolto con il patrocinio del Gruppo Oncologico Italiano per Ricerca Clinica (Goirc), ha visto coinvolti 345 pazienti di tre strutture oncologiche ad Ancona, Perugia e Messina. I pazienti oncologici sono stati suddivisi in due gruppi: un ‘gruppo di studio’ e un ‘gruppo di controllo’. A entrambi i gruppi è stato chiesto di compilare un questionario approfondito messo a punto da uno staff di psicologi con il compito di valutare la personalità dei malati e la loro percezione degli spazi di cura rigorosamente ‘neutri’ senza foto né altri elementi decorativi particolari. A distanza di tempo, agli stessi soggetti, è stata chiesta la compilazione di un altro questionario. Questa volta però i padiglioni in cui era ospitato il gruppo di studio è stato arricchito con foto di paesaggi, mentre la degenza del periodo di tempo tra un questionario e l’altro per il “gruppo di controllo” si è svolta nello stesso ambiente neutro. L’analisi descrittiva ottenuta con i questionari ha permesso di individuare un trend in crescita del punteggio assegnato al sentimento di fiducia per il gruppo di studio, contrapposto al trend in discesa del gruppo di controllo.

Fonte: Gruppo Oncologico Italiano per Ricerca Clinica