Escherichia coli, situazione sotto controllo

Ricercatore“Nessun allarme in Italia, non ha senso rinunciare a frutta e verdura. Basta seguire le normali regole di igiene”. Lo ha ribadito il Ministro della Salute prof. Ferruccio Fazio a proposito dell’infezione di Escherichia coli che sta colpendo soprattutto la Germania, anche riferendo al Senato e al Consiglio dei Ministri il 9 giugno. Il Ministro ha invitato a non diffondere allarmi infondati, che possono generare inutili preoccupazioni tra i cittadini, modificare in modo negativo stili e costumi di vita e avere conseguenze molto gravi per i produttori agricoli alimentari.

Le autorità tedesche hanno indicato come veicolo dell’infezione alcuni tipi di germogli.
Il 31 maggio le stesse autorità tedesche hanno smentitto ufficialmente l’ipotesi dei cetrioli prodotti in Spagna quale fonte di contagio.
Il 15 giugno la Francia ha denunciato un focolaio a Bordeaux causato dallo stesso ceppo di E. coli riscontrato in Germania.
Studi congiunti tra Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) indicano che attualmente una partita di germogli di fieno greco proveniente dall’Egitto rappresenta il collegamento più probabile fra i casi registrati in Francia e il precedente focolaio in Germania.
Il 6 luglio 2011 la Commissione Europea ha disposto il blocco dell’importazione dall’Egitto di semi di fieno greco e altri semi e ortaggi fino al 31 ottobre 2011.

Nessun caso in Italia
Sinora non è giunta alcuna segnalazione di infezione da parte del ceppo di batterio E.coli enterotossico, né nella popolazione italiana residente né in turisti provenienti dalla Germania.

Cosa fare
Le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare sono sufficienti a evitare infezioni: lavarsi frequentemente le mani dopo aver maneggiato alimenti, lavare a fondo le verdure, evitare il consumo di carne cruda, lavare bene coltelli, taglieri e altri utensili usati per la preparazione dei cibi, evitare di utilizzare senza lavare lo stesso tagliere e/o utensile per più alimenti e lavare bene le mani prima di manipolare i cibi e dopo aver usato la toilette.
Le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica rivolgersi al proprio medico.
Poiché la quasi totalità dei casi di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, è raccomandato ai cittadini italiani che debbono proprio recarsi nel Nord della Germania di non consumare in loco verdura, germogli e frutta crude.

Controlli
Il Ministero della Salute ha allertato le Regioni, le strutture sanitarie e gli uffici sanitari alle frontiere, responsabili dei controlli sulle importazioni alimentari.
I Carabinieri dei NAS hanno intensificato i controlli sui rivenditori di frutta e verdura circa l’apposizione del cartellino indicante il luogo di origine della merce posta in vendita. Tutti gli esami sui cetrioli sequestrati dai Nas nei primi giorni dell’allarme hanno dato esito negativo e i prodotti sono stati dissequestrati.
E’ attivo un efficiente sistema di sorveglianza sindromica, in grado di segnalare e curare tempestivamente eventuali casi.
L’Istituto Superiore di Sanità, sede del Laboratorio Europeo di Riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, su richiesta della Direzione Generale di Sanità Pubblica della Commissione Europea (DG Sanco) è pienamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia.
E’ stato rapidamente messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori Nazionali di Riferimento degli Stati Membri e, a livello nazionale, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti.

Data ultimo aggiornamento: 7 luglio 2011

Campagna contro l’abbandono dei cani 2011

L’abbandono dei cani, oltre ad essere un gesto incivile e un reato perseguito in Italia ai sensi dell’art.727 del Codice penale con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, rappresenta la causa primaria del randagismo.

Il fenomeno del randagismo implica una serie di importanti conseguenze dal punto di vista igienico, sanitario e sociale. Basti pensare, ad esempio, ai numerosi incidenti stradali causati dal vagabondare di animali randagi e alle possibili patologie da questi trasmesse al bestiame e all’uomo. Contrastare, quindi, l’abbandono dei cani è l’obiettivo della campagna 2011 di sensibilizzazione lanciata dal Ministero della Salute condivisa e realizzata in collaborazione con gli enti locali (Comuni e Province).

 OBIETTIVI

  • Diffondere la cultura del possesso responsabile, contrastando l’abbandono dei cani
  • Informare che l’abbandono di un cane costituisce un reato per il quale è prevista un’ammenda o l’arresto (Art. 727 Cod. Penale) 

TARGET

  • La popolazione generale, in particolare, i proprietari di cani

STRUMENTI E MEZZI

  • Affissioni sugli impianti di proprietà dei Comuni in collaborazione con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e iniziative congiuntesul territorio a cura dei Comuni
  • Affissioni e iniziative congiunte sul territorio a cura delle Province interessate
  • Spot TV di 30” e Spot radiofonico di 30” che verranno trasmessi sugli spazi gratuiti delle emittenti RAI messi a disposizione per le pubbliche amministrazioni
  • Informazione on line sul sito www.salute.gov.it

TONO E MESSAGGIO

Il claim “Chi abbandona un cane lo condanna” focalizza immediatamente il problema chiamando direttamente in causa il proprietario del cane. L’affermazione va letta unitamente al testo che segue immediatamente “E’ un gesto di inciviltà e un reato” che sostiene le ragioni anche non sentimentali del comportamento da stigmatizzare. Nel testo è, inoltre, presente il richiamo informativo al fatto che la maggior parte dei cani abbandonati è destinata ad una sorte drammatica:  morire di fame e di sete o ad essere investita dalle automobili lungo le strade.

DURATA DELLA CAMPAGNA

L’attività di comunicazione si concentrerà nelle settimane in prossimità del periodo di “esodo” verso le destinazioni di villeggiatura. Si è deciso di realizzare la campagna in questo periodo in considerazione del fatto che il fenomeno del randagismo si acuisce in modo evidente nel periodo estivo, quando si toccano i picchi massimi di abbandoni dovuti alla difficoltà di gestire la presenza dell’animale in villeggiatura.

Per approfondimenti, consulta la sezione Abbandono e randagismo nell’area Cani, Gatti e…

http://www.salute.gov.it/servizio/galleria.jsp?lang=italiano&id=852&dad=s&men=campagne11&label=abbandonoCani2011

Gruppo di studio Amianto

 

L’articolo 4 della Legge 257/92 ha previsto l’ “Istituzione della Commissione per l valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all’impiego dell’amianto”. 

Portato a termine, in ordine di tempo, l’ultimo mandato 2002-2005 con proroga dicembre 2006, si è conclusa la produzione di documenti tecnici affidati ad essa come compiti fondamentali, venendo meno pertanto il sostegno da parte delle principali Amministrazioni interessate a mantenerne la struttura, anche in considerazione della mancanza di rappresentatività al suo interno delle Regioni che, con la modifica del titolo V della Costituzione, avevano acquisito competenze concorrenti con quelle dello Stato. 

Risultate inefficaci e macchinose le richieste di modifica degli articoli 4 e 5 della legge 257/92, per prevedere un nuovo assetto partecipativo e nuovi compiti da affidare alla Commissione, con il DM 8 aprile 2008, il Ministero della salute ha inteso mantenere tuttavia vivo l’interesse per le tematiche rimaste in sospeso e mettere in luce le nuove problematiche emergenti.

Nel prevedere la formula del “Gruppo di Studio” si è inteso avere uno strumento propositivo agile e di confronto con la partecipazione diretta anche del Coordinamento interregionale. 
Il mandato, riproponibile, è triennale: aprile 2008-2011.

L’amianto

In generale

Con il termine amianto (dal greco amiantos – inattaccabile, incorruttibile) o asbesto (dal greco asbestos – che non brucia, perpetuo) si indica un minerale, anzi un gruppo di minerali a struttura microcristallina e di aspetto finemente fibroso, composti da silicato di magnesio, calcio e ferro. 
Oggi sull’amianto non si hanno difficoltà ad acquisire notizie, da quelle storico-tecnico-normative, a quelle scientifico-epidemiologico-sanitarie o socio-economico-previdenziali. Non si hanno, tuttavia, risposte completamente esaustive. Quelle di interesse sanitario, in particolare, richiedono ancora sforzi conoscitivi ed applicativi relativamente, ad esempio, al nuovo tema delle esposizioni naturali, ma ancora di più agli interventi di diagnosi e cura, alla prevenzione ed alla sorveglianza sanitaria degli attuali e degli ex lavoratori esposti.

I tragici effetti sanitari, lentamente sempre più evidenti, hanno evidenziato, senza possibilità di replica, la pesante azione cronico-irritativa e le capacità di induzione cancerogena a carico dell’apparato respiratorio, con aspetti addirittura “patognomonici” cioè di unica ragionevole ed effettiva causa-effetto, per quanto riguarda la comparsa del mesotelioma maligno della pleura.
Il lento progredire delle conoscenze si può far risalire, in concreto, a partire gli anni ’40-’50. 

Le prime importanti, ma ancora generali norme sulla salubrità e la sicurezza dei posti di lavoro, vengono correlate con il rischio di esposizione all’amianto, e diventano man mano sempre più specifiche sino al D.Lgs. n. 277 del 15 agosto 1991, recepimento di direttive comunitarie che stabilivano i limiti di esposizione per l’effettuazione di attività in cui vi era presenza di amianto. Attualmente quest’ultima norma è stata abrogata e sostituita dal D.Lgs. n. 257 del 25 luglio 2006, numero che, quasi per magia, appare indissolubilmente legato al tema amianto.

Interventi
L’Italia è stata tra i primi Paesi che hanno vietato l’impiego del minerale fibroso amianto con la messa al bando delle attività ad esso correlate, operata attraverso la Legge 257 del 27 marzo 1992 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto” (propriamente vietandone l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la produzione industriale e la commercializzazione – consentito è, per forza di cose l’utilizzo, considerati i necessari interventi di manutenzione e bonifica).
L’attuazione della legge è stata realizzata attraverso una serie di decreti applicativi scaturiti dal lavoro della “Commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all’impiego dell’amianto” istituita, a norma dell’articolo 4 della legge, presso il Ministero della sanità. Ultimo mandato scaduto il 31 dicembre 2006.

13 le norme tecniche principali (trasferite in 7 decreti ministeriali).

  • edifici pubblici (DM 6 settembre 1994)
  • veicoli rotabili (DM 26 ottobre 1995)
  • siti industriali dismessi (DM 14 maggio 1996)
  • unità prefabbricate (DM 14 maggio 1996)
  • condotte e cassoni per acque potabili e non (DM 14 maggio 1996)
  • classificazione e uso delle “Pietre Verdi” (DM 14 maggio 1996)
  • requisiti minimi dei laboratori e metodologie analitiche (DM 14 maggio 1996)
  • parametri per l’omologazione dei materiali sostitutivi (DM 12 febbraio 1997)
  • partecipazione dei laboratori ai programmi di qualità (DM 7 luglio 1997)
  • trasporto, messa in discarica e/o trasformazione dei rifiuti (DM 13 marzo 2003 – Reg. DM 29 luglio 2004)
  • unità navali o equipollenti (DM 20 agosto 1999 – rett. DM 25 luglio 2001)
  • coprenti per amianto-cemento (inglobanti e incapsulanti) (DM 20 agosto 1999 – rett. DM 25 luglio 2001)
  • dispositivi di protezione individuali (DM 20 agosto 1999 – rett. DM 25 luglio 2001)

Il bando totale nell’Europa comunitaria è stato sancito con la Direttiva 1999/77/CE e fissato al 1° gennaio 2005.
L’armonizzazione delle regole comunitarie ha dato occasione al nostro Paese (già normativamente coperto) di chiarire e ribadire l’approccio gestionale riguardo ai divieti, in particolare rispetto all’utilizzo di prodotti contenenti amianto intenzionalmente aggiunto e ai materiali ancora presenti e in opera sul territorio nazionale. 
Il DM 20 gennaio 2005 chiarisce, infatti, che non si possono utilizzare prodotti contenenti amianto intenzionalmente aggiunto e che il materiale ancora esistente in opera, in condizioni di efficienza e manutenzione controllata, può essere lasciato in situ fino alla fine della vita utile di esercizio. 
Questo concetto è in linea con quanto già espresso dalla normativa nazionale che pone nella valutazione del rischio, il razionale per qualsiasi intervento da attuare, che vada dalla manutenzione alle varie forme di bonifica, dall’incapsulamento /confinamelo alla bonifica terminale mediante rimozione finale affidata a ditte /imprese iscritte all’Albo bonificatori.

Situazione attuale
Contemporaneamente alla previsione della scadenza del mandato della Commissione, il Ministero della Salute, considerando le potenzialità finanziarie del Centro Nazionale per il Controllo delle Malattie (CCM) istituito con presso la Direzione Generale della Prevenzione (Legge 26 maggio 2004, n. 138), ha avviato due progetti, della durata prevista di due anni ciascuno, che prevedono anche la presenza delle Regioni (non presenti in modo formale nella composizione della Commissione) per completare e rendere operative le ultime indicazioni ereditate dal lavoro della Commissione (Accordi di collaborazione con Regione Piemonte e INAIL siglati separatamente in data 11 dicembre 2006).
Tale iniziativa ha come finalità quella di supportare sia gli interventi di bonifica dall’amianto (definitiva standardizzazione delle metodiche analitiche) che per rispondere alle esigenze più strettamente di carattere sanitario per la valutazione delle nuove esposizioni (lavori in cava, grandi opere, pietre verdi) per la sorveglianza sanitaria degli ex esposti e per chiarire le perplessità suscitate dalle disposizioni contenute nel recente D.Lgs. n. 257 del 25 luglio 2006 (attuazione della Direttiva 2003/18/CErelativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro).

Il Ministero della Salute ha inoltre avviato, le procedure per la costituzione di un Gruppo di Lavoro nazionale ristretto sulle tematiche amianto, di maggiore interesse sanitario, che sarà formalizzato con apposito decreto dirigenziale, che ne definirà gli ambiti di attività.

Per approfondire consulta la pubblicazione: Amianto – adempimenti amministrativi

 

http://www.salute.gov.it/

Dal Senato sì alla manovra, tagli ai bonus per le famiglie Approvata la fiducia sul testo che passa alla Camera. Tra le novità tagli su asili nido, nuclei con figli e spese mediche. Il testo approvato con 161 sì e 135 no

Roma, 14 lug. (TMNews) – Il governo incassa lafiducia di palazzo Madama sulla manovra economica per il pareggio di bilancio nel 2014. Il decreto, dopo un esame lampo al Senato, passa all’esame della Camera che lo licenzierà definitivamente domani. I voti favorevoli sono stati161, i contrari 135 e 3 gli astenuti.

La stretta della manovra fiscale s’abbatte sulla famiglia con tagli su asili nido, nuclei con figli espese mediche. Il taglio lineare del 5% per il 2013 e del 20% a partire dal 2014 toccherà tutte le 483 agevolazioni fiscali anche quelle per le famiglie.

 

Per rafforzare la manovra il governo ha deciso di far entrare subito nel decreto il taglio di tutte le agevolazioni fiscali con l’obiettivo di recuperare un gettito pari a regime a 20 miliardi (4 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014). In pratica, la stretta verrà prima adottata ma potrebbe essere rimodulata se entro il 30 settembre 2013 il governo eserciterà la delega con la riforma fiscale.

Tra le altre detrazioni e deduzioni che subiranno il taglio lineare anche quelle per il risparmio energetico, le ristrutturazioni edilizie, il terzo settore e le Onlus, l’Iva, le accise e i crediti d’imposta.

Complessivamente l’importo della manovra finanziaria è lievitato arrivando a 79 miliardi di euro. A sorpresa viene anticipato l’ingresso del ticket sanitario. Si pagheranno 10 euro per le visite specialistiche e 25 euro per il codice bianco alpronto soccorso. Quanto alle pensioni chi ha 40 anni di contributi andrà in pensione un mese più tardi già a partire dal 2012, due mesi dopo nel 2013 e tre nel 2014.

Previsti anche tagli alle cosiddette rendite d’oro con un prelievo del 5% sulle pensioni superiori ai 90 mila euro l’anno e del 10% per chi supera i 150 mila euro. Capitolo deposito titoli. Chi ha azioni, obbligazioni o titoli di Stato subirà un prelievo di 34,20 euro fino a 50 mila euro, 70 fino a 150 mila, 240 tra 150 e 500 mila, 680 oltre i 500 mila.

 

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Cina   pistola spara-bolle musicale Rt, non ammesso in Italia foto pistola sparabolle

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Ondate di calore, le iniziative del Ministero per affrontare l’estate con intelligenza ed evitare rischi per la salute

Donna che beve l'acqua

Con l’arrivo della stagione estiva e delle alte temperature ad essa correlate, il Ministero della Salute, in collaborazione con il Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie (CCM), per prevenire il rischio di colpi di calore o di altri malesseri collegati al caldo eccessivo, ha promosso anche quest’anno una serie di iniziative in collaborazione con la Protezione Civile Nazionale, le Regioni e gli Enti Locali.
L’attenzione è focalizzata soprattutto sulle persone più a rischio, come le persone anziane con problemi di salute, persone non autosufficienti e i bambini molto piccoli. 
Ecco alcuni punti principali del Programma di prevenzione promosso dal Ministero per l’estate 2011.

  • Sistema di Allerta nazionale meteo-climatico
    Con il coordinamento del Centro di Competenza nazionale del Dipartimento della Protezione Civile, è operativo un sistema di allerta in grado di prevedere l’arrivo di condizioni meteo a rischio per la salute, con un anticipo fino a 72 ore, sufficiente a consentire l’attivazione di interventi di prevenzione. Durante l’estate il sistema è operativo dal 15 maggio al 15 settembre, in 27 città (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo).

    Ogni giorno viene prodotto un bollettino specifico per ciascuna città che viene pubblicato sul portale della Protezione Civile e del Ministero della Salute e diffuso alle istituzioni ed ai responsabili locali per l’attivazione di interventi di prevenzione mirati nei confronti dei gruppi di popolazione più vulnerabili.

    Il rischio per la salute da ondate di calore si caratterizza per il fatto che è più elevato negli anziani, malati cronici, bambini, persone non autosufficienti, poveri e persone che vivono in stato di solitudine; inoltre, il livello di rischio non è mai omogeneo sul territorio nazionale ma specifico per le diverse aree geografiche. Per questo il Sistema di Allerta non si configura come un “allarme nazionale” ma come un’attività di vigilanza città per città, che permette di concentrare gli interventi sui gruppi più vulnerabili della popolazione.

  • Campagna di informazione e comunicazione rivolta alla popolazione generale e ad alcune categorie particolari
    A livello nazionale, il Ministero ha promosso una capillare campagna informativa rivolta alla popolazione generale, ai medici di famiglia, agli operatori delle strutture di ricovero per anziani e alle persone che assistono gli anziani a casa.

    In particolare sono stati realizzati un opuscolo per prevenire il fenomeno delle morti dei bambini lasciati soli in macchina ed altri opuscoli informativi, tra cui uno rivoltoalle badanti, tradotto in sei lingue (inglese, francese, polacco, rumeno, spagnolo, russo) che indica alcune semplici ed utili precauzioni da adottare nei comportamenti quotidiani. 

    Inoltre è stata aggiornata l’area tematica su ondate di calore, dove cittadini e operatori possono trovare consigli, raccomandazioni e informazioni utili per contrastare gli effetti nocivi del caldo intenso.

  • Informazione telefonica direttamente alla popolazione attraverso il servizio 1500 del Ministero
    Come per i passati anni, durante il periodo estivo è prevista l’attivazione del servizio di pubblica utilità 1500. Il servizio fornirà ai cittadini informazioni e consigli sulle misure di prevenzione da adottare e sui servizi e numeri verdi attivati sul territorio da Regioni e Comuni.

ALCUNE SEMPLICI REGOLE

  1. Non di uscire di casa nelle ore più calde (tra le 11,00 alle 18,00)
  2. Bere almeno due litri d’acqua al giorno (anche quando non se ne avverte il bisogno), salvo diversa prescrizione del medico curante
  3. Consumare pasti leggeri e frazionati durante l’arco della giornata e, in particolare, mangiare quotidianamente frutta e verdura fresche; fare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti deperibili
  4. Evitare di bere alcolici e limitare l’uso di bevande contenenti caffeina
  5. Limitare l’attività fisica intensa soprattutto nelle ore più calde
  6. Indossare indumenti leggeri, non aderenti, di fibre naturali, di colore chiaro; proteggere la testa dal sole diretto con un cappello e gli occhi con occhiali da sole
  7. Durante le ore del giorno schermare le finestre esposte al sole diretto mediante tende o oscuranti esterni regolabili come, ad esempio, persiane o veneziane
  8. Mantenere chiuse le finestre durante il giorno e aprirle di sera, quando l’aria esterna è più fresca
  9. Se necessario, abbassare la temperatura corporea con bagni e docce evitando, però di utilizzare acqua troppo fredda e di bagnarsi subito dopo il rientro da ambienti molto caldi, perché è potenzialmente pericoloso per la salute
  10. Se necessario, rinfrescare gli ambienti in cui si soggiorna con ventilatori o condizionatori, seguendo alcune regole. Non posizionare il ventilatore troppo vicino alla persona e non utilizzarlo in caso di temperature superiori ai 32°C  ed in ogni caso bere molta acqua per evitare il rischio di disidratazione
    Se si usano i climatizzatori evitare di regolare la temperatura interna a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. La temperatura dell’ambiente domestico per il benessere fisiologico è t24-26°C, indossando abiti leggeri ed in assenza di attività fisica intensa.
    Non accendere il forno ed altri elettrodomestici (come scaldabagno, lavatrice ecc) durante l’uso del climatizzatore, per evitare consumi  energetici eccessivi
  11. In auto, usare tendine parasole; se si entra in una vettura che è rimasta a lungo sotto il sole, per prima cosa aprire gli sportelli per ventilare l’abitacolo e poi iniziare il viaggio con i finestrini aperti o il condizionatore acceso per abbassare la temperatura interna; evitare di lasciare anche per poco tempo  persone o animali nell’auto chiusa in sosta, perché la temperatura all’interno dell’abitacolo si innalza rapidamente anche se la temperatura esterna non è particolarmente elevata e può causare anche un colpo di calore, specialmente nei bambini piccoli
  12. Prestare particolare attenzione alla corretta conservazione domestica dei farmaci: leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni; conservarli lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta; durante la stagione estiva riporre in frigo i farmaci che prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25 – 30° C.; ricordare che luce, aria, umidità e sbalzi di temperatura possono deteriorare il prodotto prima del previsto. In caso di dubbio, consultare sempre il proprio farmacista.

    Il Ministero invita anche a prestare sempre molta attenzione alle persone più vulnerabili che vivono in casa come bambini molto piccoli, anziani con malattie croniche, persone non autosufficienti e di prendersi cura dei vicini di casa anziani che vivono da soli.
    In caso di bisogno la prima persona da consultare è il proprio medico di famiglia o la guardia medica.
    Nei casi di emergenza chiamare prontamente il 118.

Nell’area tematica “Ondate di calore” sono disponibili gli opuscoli informativi del Ministero e altre indicazioni utili per prevenire gli effetti del caldo sulla salute.

Assistenza sanitaria italiani all’estero e stranieri in Italia

Se parto per…

Se parto per… è una guida interattiva che permette a tutti gli assistiti (cioè tutti coloro che sono iscritti e a carico del Servizio Sanitario Nazionale – SSN) ed a tutti gli operatori sanitari, di avere informazioni sul diritto o meno all’assistenza sanitaria durante un soggiorno o la residenza in un qualsiasi Paese del mondo; in particolare di avere informazioni su:

  • come ottenere l’assistenza sanitaria in un qualsiasi Paese del mondo;
  • a chi rivolgersi
  • come richiedere eventuali rimborsi

Come si utilizza la guida

Dovrai rispondere a tre domande:

  • Dove vai?
  • Per quale motivo?
  • A quale categoria appartieni?

Tutte le tue scelte saranno guidate ed avrai a disposizione l’elenco di tutti i Paesi del mondo; l’elenco di tutti i possibili motivi del viaggio e l’elenco di tutte le tipologie di utente previste (lavoratore, studente, ecc.). Esempi di ricerca

Ricerca

Se parto per:

 

Motivo del viaggio:

  

Link utili
A cura della Direzione Generale dei Rapporti con l’Unione Europea e dei Rapporti Internazionali – DGRUERI – Uffici II, VI e VII

Negativi per Escherichia coli campioni hamburger sequestrati dai Nas. Soddisfazione Sottosegretario Martini

L’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie ha comunicato oggi i primi risultati delle analisi effettuate sui campioni di carni commercializzate in Italia della stessa marca sospettata di essere responsabile del focolaio di intossicazione alimentare da Escherichia coli verocitotossico che ha colpito i bambini francesi.

Il Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini, ha dichiarato:  “Gli otto campioni di hamburger e polpette a marchio “Country steak”, prelevati dal Comando Carabinieri NAS di Padova presso la piattaforma di distribuzione LIDL situata ad Arcole, in provincia di Verona, ed analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, sono risultati negativi.
In nessuno dei campioni sono stati riscontrati E.coli pericolosi per la salute. In sole 48 ore è stato possibile effettuare le analisi del caso a garanzia del consumatore. Ciò dimostra l’efficienza del sistema di controlli nel nostro Paese che agisce in via precauzionale ritirando dal commercio gli alimenti sospetti finché non sono disponibili garanzie della loro sicurezza.Desidero ringraziare il Comando Carabinieri NAS e l’Istituto Zooprofilattico per l’eccellente lavoro svolto.”

Fonte: Ministero Salute, Ufficio stampa – Comunicato n 147 del 20 giugno 2011
Data pubblicazione: 20 giugno 2011

Batterio Escherichia Coli, nessun caso di infezione nel nostro Paese. Lavare verdura e frutta cruda prima di consumarla

“La situazione è sotto controllo, non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari, a cominciare dal consumo di verdura e frutta cruda dopo averla lavata – ha dichiarato il Ministro della Salute professor Ferruccio Fazio a proposito dell’infezione di Escherichia coli – Abbiamo allertato le Regioni, le strutture sanitarie e gli uffici sanitari alle frontiere, responsabili dei controlli sulle importazioni alimentari. Nei giorni scorsi, quando le autorità sanitarie tedesche avevano comunicato che i responsabili della diffusione del batterio potessero essere i cetrioli, ne avevamo sequestrate diverse partite, per un totale di 16 quintali, prontamente dissequestrate quando tutte le analisi hanno dato risultati negativi. Abbiamo un efficiente sistema di sorveglianza sindromica, in grado di segnalare e curare tempestivamente eventuali casi. Sinora non è giunta alcuna segnalazione di infezione da parte di questo ceppo di batterio E.coli, né nella popolazione italiana residente, né in turisti provenienti dalla Germania. Poiché la quasi totalità dei casi di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, consiglio solo ai cittadini italiani che debbono proprio recarsi nel Nord della Germania di non consumare in loco verdura e frutta crude e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell’epidemia non sarà stata accertata. Queste particolari precauzioni non sono necessarie per la popolazione italiana, per la quale sono sufficienti le normali norme igieniche già ampiamente pubblicizzate: lavare le mani, la frutta e la verdura prima di mangiarla. Lunedì prossimo affronteremo il caso nel vertice dei Ministri della Salute europei già previsto a Lussemburgo e mercoledì terremo una riunione con gli assessori regionali alla Sanità”.

Il batterio

L’Istituto Superiore di Sanità, sede del Laboratorio Europeo di Riferimento per l’Escherichia coli in campo veterinario, su richiesta della Direzione Generale di Sanità Pubblica della Commissione Europea (DG Sanco) è pienamente coinvolto nelle indagini sull’epidemia. In particolare, è stato rapidamente messo a punto un metodo specifico per la ricerca del ceppo epidemico VTEC O104:H4 negli alimenti, metodo distribuito ai Laboratori Nazionali di Riferimento degli Stati Membri e, a livello nazionale, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che in Italia svolgono la maggior parte dei controlli ufficiali sugli alimenti.

Il laboratorio dell’ISS, insieme al Laboratorio di Riferimento Europeo per il settore medico a Copenaghen, ha anche analizzato i caratteri di patogenicità del batterio responsabile del focolaio epidemico in Germania, stabilendo che si tratta di una variante rispetto a quelli classici associati alla SEU (Sindrome Emolitico Uremica) soprattutto nei bambini.

“Le analisi condotte consentono di definire meglio la natura di questo ceppo – spiega Alfredo Caprioli, Direttore del Laboratorio Europeo di Riferimento – che non può essere considerato un “mutante”, ossia un batterio con un gene modificato, ma piuttosto un ceppo originato dall’acquisizione di nuovi geni per meccanismi di ricombinazione naturale frequenti tra i batteri”.

In relazione al ceppo analizzato, il Presidente dell’ISS Enrico Garaci ha precisato: “Il fatto che il ceppo epidemico sia resistente a molti antibiotici non costituisce un fattore di rischio: per questa particolare infezione, infatti, la terapia antibiotica non è consigliata e, anzi, può risultare controproducente, causando un aumento del rilascio della tossina nel lume intestinale da parte dei batteri uccisi dall’antibiotico, con conseguente aumento della concentrazione di tossina nel sangue e aumento del danno renale”.

Il Ministero della Salute informa infine che è stata segnalata la presenza di un batterio di E.coli produttore di tossine su un salame di cervo prodotto in Italia, sul quale si sta procedendo ad effettuare le necessarie indagini: qualsiasi correlazione con l’epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza.

Norme di prevenzione

Non è giustificato l’allarmismo verso il consumo in Italia di ortaggi crudi, visto anche che le indagini di laboratorio non hanno supportato l’ipotesi dei vegetali contaminati quale fonte di infezione.

Le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare sono sufficienti a evitare infezioni: lavarsi frequentemente le mani dopo aver maneggiato alimenti, lavare a fondo le verdure, evitare il consumo di carne cruda, lavare bene coltelli, taglieri e altri utensili usati per la preparazione dei cibi, evitare di utilizzare senza lavare lo stesso tagliere e/o utensile per più alimenti e lavare bene le mani prima di manipolare i cibi e dopo aver usato la toilette.

Le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica rivolgersi al proprio medico.

fonte: comunicato stampa n 132 – 3 giugno 2011
http://www.salute.gov.it/dettaglio/dettaglioNews.jsp?id=1564&tipo=new