PARLARE E’ POSSIBILE

PARLARE E’ POSSIBILE

(Martina Da Re, Michelle Passerini e Cristina Pierluca)
Servizio di Logopedia – AOUTS

Intendiamo per laringectomia totale la rimozione completa della laringe con le corde vocali al suo interno. La laringe svolge tre ruoli fondamentali: è coinvolta nella respirazione, garantisce la protezione delle vie aeree nella deglutizione dei cibi, liquidi e saliva ed è il principale organo della fonazione.
Nella laringectomia totale (rimozione completa della laringe cioè il crocevia tra l’albero respiratorio e sistema digestivo), il chirurgo separa definitivamente la via respiratoria (trachea, bronchi e polmoni) dalla via digestiva (bocca, faringe, esofago, stomaco). Questo fa in modo che il paziente possa mangiare e bere senza alcun rischio.
Anche il modo di respirare è modificato: ora tale funzione non avviene più attraverso il naso e la bocca, ma attraverso l’apertura chiamata tracheostoma o, più semplicemente, stoma, creata a livello della trachea.

 

Dopo questo tipo di intervento, esistono due principali tipi di “neo voce”:
1) la voce prodotta dal laringofono elettronico a collo.
2) la voce esofagea prodotta con “tecnica classica” o prodotta dopo inserzione di protesi tracheo-esofagea.
Alle due nuove voci corrispondono due nuove fonti sonore ossia: il laringofono e il segmento crico-faringeo (sfintere muscolare superiore dell’esofago, quello inferiore si chiama cardias o piloro).

 

Se per parlare con il laringofono utilizziamo un’unica tecnica ossia articoliamo il suono prodotto “dall’apparecchio”, per quanto riguarda la voce esofagea abbiamo, a grandi linee, due modalità di utilizzo del “muscolo” crico-faringeo: o lo facciamo “vibrare” usando aria che abbiamo immagazzinato in esofago “iniettandola” (spingendola giù) dalla bocca (ed esistono svariati sistemi per farlo) oppure utilizziamo l’aria che arriva dai polmoni facendola passare attraverso la protesi tracheo-esofagea inserita nella fistoletta (piccolo buco) che il chirurgo ha confezionato tra trachea ed esofago.

 

Quando respiriamo normalmente l’aria entra ed esce dallo stoma, ma se vogliamo parlare, blocchiamo l’aria in uscita (con il dito)  e questa passa automaticamente, attraverso la protesi, in esofago facendo vibrare sempre lo stesso segmento che altri nostri “colleghi” mettono in vibrazione iniettando l’aria dalla bocca. Quindi è facile capire che la fonte sonora della voce esofagea prodotta con “tecnica classica” e della voce esofagea prodotta dopo inserzione di protesi tracheo-esofagea è la medesima.
Non vibra la protesi!!!!  La protesi funge da tramite per l’aria che entra in esofago dalla trachea ed è una sicurezza affinchè i cibi ma soprattutto i liquidi, invece che passare tranquillamente dalla bocca attraverso l’esofago e poi arrivare nello stomaco, non raggiungano la trachea e l’albero respiratorio.
E’ in realtà ciò che succede quando la protesi usurata “perde” ossia non svolge più bene il suo compito di far passare sì l’aria dalla trachea in esofago ma non i cibi e i liquidi dall’esofago in trachea (deve essere sempre “una strada a senso unico”). In questo noi possiamo aiutarla con una corretta igiene e pulizia quotidiana.
Oltre alla possibilità di chiusura dello stoma utilizzando il dito oppure l’umidificatore inserito con apposito cerotto, esiste anche l’opportunità di chiusura dello stoma utilizzando una valvola “free-hands” (non a caso mani-libere) che funziona “automaticamente” quando aumenta la pressione dell’aria in uscita dai polmoni.

 

PARLARE E’ POSSIBILEultima modifica: 2015-05-05T17:43:01+02:00da weefvvgbggf
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