7 Febbraio 1497 – Girolamo Savonarola, frate domenicano, reggente di Firenze, ordina il Falò delle vanità

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Bernardino de Siena organizza un falò delle vanitàAgostino di Duccio (1457-1461), Oratorio di San BernardinoPerugia

Il più famoso falò delle vanità avvenne il 7 febbraio del 1497 quando in seguito alla cacciata dei Medici i seguaci del frate domenicano Girolamo Savonarola sequestrarono e bruciarono pubblicamente migliaia di oggetti nella città di Firenze, durante la festa di martedì grasso.

L’obiettivo di questa furia distruttiva era l’eliminazione di qualsiasi oggetto considerato potenzialmente peccaminoso, oppure inducente allo sviluppo della vanità, includendo articoli voluttuari come specchicosmetici, vestiti lussuosi, ed anche strumenti musicali. Altri bersagli includevano libri “immorali”, manoscritti contenenti canzoni “secolari” o “profane”, e dipinti. Tra i vari oggetti distrutti in questa campagna vi furono alcuni dipinti originali che trattavano temi della mitologia classica, eseguiti da Sandro Botticelli, che egli stesso provvide ad abbandonare sul rogo.

Questi falò non vennero inventati da Savonarola, ma erano un naturale e comune seguito aisermoni pubblici all’aperto tenuti da San Bernardino da Siena nella prima metà del secolo.

Influenza nella letteratura e nel cinema

L’evento gioca un ruolo nel libro di Ian CaldwellDustin Thomason The Rule of Four. Nel romanzo costituisce la motivazione per la stesura dell’opera Hypnerotomachia Poliphili.

7 Febbraio 1497 – Girolamo Savonarola, frate domenicano, reggente di Firenze, ordina il Falò delle vanitàultima modifica: 2010-02-07T10:31:00+01:00da weefvvgbggf
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