La terapia d’acqua per il laringectomizzato

News del 16 Febbraio 2005
Nella lotta contro il tumore viene a galla una nuova idea
Il Venerdì di Repubblica
Stefano Aurighi

Che i laringectomizzati potessero tornare a parlare, nonostante la perdita delle corde vocali, era noto. Ora possono pure ricominciare a nuotare. Merito della tenacia e della creatività di un sessantunenne modenese, Claudio Dugoni, che nell’autunno del 1984 si era risvegliato su un letto del Policlinico della città emiliana. Nella crudezza della terminologia medica, era un laringectomizzato totale: per contrastare un tumore i chirurgo aveva asportato laringe e corde vocali. Era salvo, ma senza voce. Da quel momento Dugoni ha iniziato a impegnarsi per migliorare la sua vita e quella di chi aveva subito la sua stessa operazione.
L’ultimo risultato in ordine di tempo, ma forse il più importante in assoluto, è stata la collaborazione con l’azienda tedesca Servox, specializzata nelle attrezzature per laringectomizzati. “Dopo molti test”, dice Dugoni “abbiamo sviluppato insieme una protesi che consente la respirazione in acqua, senza il rischio d’affogare per l’immissione d’acqua nella trachea e di conseguenza nei polmoni attraverso lo stoma (il foro praticato all’interno della gola, ndr). Così, proprio a Modena è nato, lo scorso anno, il primo Centro nazionale per la terapia in acqua dedicato ai pazienti laringectomizzati. Una donna di Trieste, che ha provato al protesi qui da noi, si è messa a piangere per l’emozione di aver potuto di nuovo nuotare”.
In precedenza Duguni aveva combattuto un’altra battaglia: quella per “ridare voce” ai laringectomizzati. Molti di loro, infatti, dopo l’operazione imboccano il tunnel della depressione e si richiudono in casa, spesso abbandonando il lavoro e azzerando la propria vita di relazioni. L’alternativa è imparare a parlare con il laringofono, un apparecchio che restituisce un suono metallico e monocorde. “Oppure” sorride Dugoni “si può sempre comunicare con i rutti”, gioco irriverente quando si è bimbi, ma tecnica serissima in casi come questi.
Per cercare di fare un passo in avanti, Dugoni si è spinto fino in Danimarca, dove si stava sperimentando un sistema innovativo: l’immissione di aria nell’esofago e nell’emissione tramite compressione del diaframma durante un’apnea, senza alcun ausilio esterno. Con oltre cinque ore di allenamento al giorno, ha testato su se stesso quel metodo, personalizzandolo e migliorandolo. Oggi il “metodo Dugoni” è insegnato in tutto Italia e garantisce la cosiddetta “voce esofagea”, con possibilità di modulazione dei toni e del volume. In sostanza, si torna a parlare come prima dell’intervento, o quasi.

Una tecnica fondamentale, visto che il cancro alla laringe continua a rappresentare un serio problema in Italia. “Ci sono 5500 nuovi casi l’anno, cinquemila dei quali riguardano il sesso maschile” spiega Angelo Ghidini, otorinolaringoiatra del Policlinico di Modena. “Per fortuna le tecniche di intervento stanno migliorando. Tanto che le laringectomia totali si sono ridotte del 35% negli ultimi dieci anni, a favore di interventi parziali in chirurgia tradizionale o endoscopica, che permettono di mantenere la funzionalità dell’organo, spesso con la conservazione della voce”. I dati dell’Istituto nazionale per lo studio e ricerca dei tumori segnalano inoltre che la patologia è diffusa particolarmente in Veneto e Friuli, con 18 casi l’anno ogni 100 mila uomini. In Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana si scende a 10 ogni 100 mila, mentre al Sud non si arriva a cinque.
Dugoni ha anche fondato, nel 1986, a Modena, un centro di rieducazione alla fonesi, allargando poi l’esperienza , in collaborazione con il Servizio sanitario nazionale, ad altri cinque comuni della provincia. Sull’esempio di Modena sono nate decine di scuole in tutta Italia. In aula, oltre ad una logopedista, è presente anche il tutor buonparlante”, un laringectomizzato che ha provato su di sé la tecnica ed è in condizioni di dare dimostrazioni pratiche. “Da noi arrivano pazienti da tutta Italia e anche dall’estero. Abbiamo fondato anche l’associazione “La nostra voce” – racconta Dugoni – e grazie alla sua attività e al suo sito (www.lanostravoce.it) siamo riusciti a firmare convenzioni con le Asl : garantiamo ottocento ore di rieducazione fonetica e oltre mille ore di assistenza domiciliare”
Come sempre quando si parla di tumori, anche nel caso di quello alla laringe, il nodo è comunque la prevenzione. Per esempio evitando gli stili di vita a rischio, in particolare la commistione alcol-fumo. Il primo provoca una vasodilatazione locale e una conseguente dilatazione della zona laringea, spianando quindi la strada all’azione killer del fumo.
“La prevenzione è l’unica soluzione” conferma Ghidini. “In ogni caso, se preso in tempo, il tumore può essere debellato, sia mediante terapie chirurgiche mininvasive sia con terapie chemio-radianti. La voce si riesce quasi sempre a salvare”. Già. E oggi si torna persino in piscina.

La terapia d’acqua per il laringectomizzato

Un trattamento oggi possibile

Da sempre forte e prioritario è l’impegno profuso dall’Associazione Modenese La Nostra Voce per garantire la riabilitazione fonetico – funzionale e consentire il pieno reinserimento sociale dei laringectomizzati: l’organizzazione strutturale delle cinque scuole di riabilitazione alla fonesi ne costituisce la pietra d’angolo; tra gli altri momenti salienti si collocano i periodici ricoveri presso l’Istituto di cura Villa Pineta di Gaiato e il soggiorno terapeutico in Croazia dove i pazienti possono giovarsi di un periodo “full immertion” di lezioni per la rieducazione fonetica con una logopedista.

Un ultimo tassello del mosaico che disegna il ritorno ad una vita il più possibile normale per il laringectomizzato e amplia il protocollo terapeutico-riabilitativo offrendo un’opportunità forzatamente scartata, è costituito dall’istituzione dei corsi di riabilitazione e ginnastica funzionale in acqua.

Il Personale volontario dell’Associazione ha conseguito presso la Clinica per la Riabilitazione delle Patologie Oncologiche di Aulendorf in Germania, il brevetto per l’insegnamento tecnico dell’approccio acquatico del laringectomizzato.

Grazie all’ausilio protesico di uno specifico apparecchio che consente la respirazione in acqua (prodotto in Europa su brevetto della ditta tedesca SMT – Servox con la quale l’Associazione ha un contatto continuo per l’aggiornamento e il perfezionamento dei materiali), i pazienti laringectomizzati potranno nuovamente trarre giovamento dalle terapie d’acqua.

Ai fini riabilitativi mirati alla ripresa funzionale degli arti superiori e del collo nel post-intervento e allorquando esista un’ulteriore, necessità di riabilitazione post traumatica, le terapie acquatiche presentano precise caratteristiche che producono (tramite il galleggiamento, la viscosità e la pressione idrostatica) un ambiente sicuro facilitando la diminuzione del dolore e della contrattura muscolare e, tramite la pressione idrica conseguente ad immersione, accelerano il processo di riduzione dell’edema, aumentano l’apporto ematico ai muscoli con conseguente ossigenazione delle fibre e migliore eliminazione dei prodotti metabolici finali.

Da non sottovalutare i benefici che possono trarsi dalla terapia in acqua anche in ambito sociale.
L’acqua è l’elemento che facilita non solo il movimento, ma anche la relazione. Ontologicamente l’ambiente acquatico aiuta l’acquisizione della consapevolezza di sè attraverso l’abbinamento della percezione sensoriale e motoria.
L’acqua è l’elemento che accoglie, sostiene, unisce, divide, rilassa e il non poterne più usufruire rappresenta una decurtazione delle possibilità dell’individuo laringectomizzato.

Tutti gli incontri dimostrativi si svolgono col presidio di un istruttore qualificato e del personale infermieristico dell’associazione e della Clinica Otorino di Modena e con la supervisione dei direttori sanitari dell’Associazione, Dr. Ghidini del Policlinico di Modena e Dr. Zanni dell’Ospedale Ramazzini di Carpi.
Un’ulteriore conquista che riapre un’altro spazio di normalità per chi ha sofferto di una patologia tumorale.

La terapia d’acqua per il laringectomizzatoultima modifica: 2008-09-19T18:33:00+02:00da weefvvgbggf
Reposta per primo quest’articolo

8 pensieri su “La terapia d’acqua per il laringectomizzato

  1. Purtroppo non e stato cosi semplice per mio padre ammalato di canco alla laringe e che a causa di ignoranza da parte di un “professore” otorinolarigoiatra, oggi papa’ non c’e piu si e spento all’eta di 57 anni lo scorso 6 settembre 2008.
    vorrei che venisse fatta giustizia ma non so da dove iiziare anche perche per iniziare un procedimento penale i termini sono ormai scaduti, mentre per quello civile ci vogliono troppi soldi che purtroppo attualmente non ho. Voglio lanciare un appello a tutti coloro che si trovano nella mia situazione e che hanno la possibilità di procedere contro questi PIRATI!!!, fate giustizia fermate questi mostri che giorno dopo giorno distruggono la vita di una persona!!!

  2. dimenticavo per chi e laringectoizzato totalmente posso segnalarvi l’oseale di VITTORIO VENETO, professionisti veri che sanno come aiutare chi si trova in questa situazione di silenzio, vi ridanno la possibilità di poter parlare impiantando una valvolina di silicone nello stoma senza laringofono ormai superato se avete necessità di altre notizie contattatemi sarò lieto di poter fare qualcosa per voi

    • Volevo chiedere al Signor Vincenzo che a causa dell’incapacità di un otorino aveva perso il Suo papà a 57 anni, e, visto che in un Suo P.S. si era reso disponibile a dare informazioni quanti, come il sottoscritto, che avevo subito una laringectomia totale con resezione di corde vocali, false corde, tiroide e laringe; con svuotamento bilaterale linfonodi e parziale resezione di trachea (due anelli tracheali mi pare), dicevo che si era reso disponibile a dare a quanti ne avessero fatto richiesta, ospedali specializzati e luoghi dove a quanti non SON più in grado di parlare, a poter farsi impiantare una sorta di micro protesi per poter tornare felicemente a far uso della parola. Io SON stato operato circa quattro anni fa poi, una depressione dopo l’altra mi ha fatto chiudere in un guscio dove SON arrivato ad odiare il mondo e l’uomo soprattutto per la sua disumanizzazione ed egoismi. Solo da pochi giorni, stanco di questo isolamento mi SON dotato di un laringofono ma non va bene affatto: troppo rumoroso e la voce esce in tono impercettibile che non si sente se non a distanza di non oltre mezzo metro……forse ma non è detto che anche così si possa sentir bene una persona che parla costretta nella mia condizione. Io vivo con una prozia di 99 anni: ne farà 100 il prossimo 14 Luglio. Non posso quindi uscir di casa se non per il tempo necessario per la spesa e qualche commissione oltre tutto lei è completamente sorda pertanto anche qui non voglio immaginare se fossimo in una situazione da dover chiedere aiuto cosa sarebbe di noi. Spero che qualcuno possa anche farmi avere, a pagamento s’intende, il CD del metodo Ferri per effettuare quei necessari esercizi e poter tornare a parlare. Grazie.
      Con cordialità
      Tiziano Bedoni
      MAIL : ta.bedoni@virgilio.it

  3. Vorrei far notare a Vincenzo (nel suo post del 17 u.s. qui sopra) che NON solo a Vittorio Veneto ci sono professionisti “veri” che, non è che “possono aiutare” ma, AIUTANO, chi si trova in una situazione di silenzio. Sparse in tutta Italia ci sono Associazioni di Volontari che prestano la loro opera. Si può dire che, almeno nel Nord Italia, ci sia una scuola di Riabilitazione per chi ha subito una Laringectomia Totale quindi, ha perso l’uso della parola presso ogni Ospedale che effettua questo tipo di interventi e non solo.
    Questo solo per una precisazione, non vorrei che erroneamente si pensasse che “solo” a Vittorio Veneto si possa “reimparare” a parlare. Grazie –

Rispondi a vincenzo Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.